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Strade dissestate, scontro tra maggioranza e opposizione

 CASTEL MORRONE. Sulle condizioni delle strade a Castel Morrone è scontro tra maggioranza e opposizione.

A cominciare il gruppo di minoranza dell’Unione Civica che, in una nota, scrive: “Le strade comunali, anche quelle di importanza primaria, a causa di una totale mancanza di manutenzione si sono ridotte a delle vere e proprie mulattiere. Ciò che resta di quello che fu il loro manto d’asfalto si presenta ormai come una superficie irregolare, segnata da avvallamenti, dossi e crivellata da una miriade di buche ampie e profonde. La circolazione è diventata ormai un’impresa ad alto rischio, sia per l’integrità meccanica degli autoveicoli che per l’incolumità di conducenti e passeggeri. Invitiamo gli utenti della circolazione stradale ad un atteggiamento ancor più cauto e prudente visto lo stato di oggettivo pericolo determinato dal dissesto del fondo stradale. Inoltre si fa notare che una conseguenza di questa incuria ormai cronica, è l’aumento progressivo delle richieste di risarcimento danni che i cittadini, morronesi e non, rivolgono all’Ente Comunale in conseguenza dei danni subiti dalle loro autovetture”.

“E’ inspiegabile – continuano dall’opposizione – che un servizio tanto importante, che attiene alla sicurezza dei cittadini e dà un’importante credenziale di presentazione a chi, per una ragione o l’altra, raggiunge il nostro paese, sia trascurato in maniera così radicale da ormai tanti anni. Eppure la chiusura amministrativa dell’anno 2011 ha visto una grande molteplicità di spese, suddivise in rivoli, torrentelli e, a volte, in veri e propri fiumi in piena, la cui necessità, in rapporto all’esigenza che sono andate a soddisfare e alla qualità del servizio che sono andate a remunerare, appare spesso piuttosto dubbia. Consentiteci di sospettare che anche in questo caso, come per il servizio di trasporto scolastico, la questione stia tutta qui: un manto stradale che sia ben manutenuto è utile e confortevole allo stesso modo per tutti i cittadini. Per i nostri amministratori, evidentemente, queste caratteristiche intrinseche di utilità generale, di equità e di democrazia rendono il servizio ‘viabilità’ poco sfruttabile dal punto delle proprie convenienze elettoralistiche e di conseguenza lo ritengono di nessun interesse. Un po’ di manutenzione alle strade è sempre stato considerato un obiettivo minimo, anche da parte delle peggiori amministrazioni della storia del paese dal dopoguerra ad oggi. Anche in questo campo, con l’amministrazione di Pietro Riello, qui a Castel Morrone stiamo toccando il fondo”.

LA REPLICA DELLA MAGGIORANZA. A stretto giro arriva la replica del sindaco e della maggioranza: “Strade comunali dissestate? Sì, sono dissestate grazie al lungimirante operato di ben tre quarti dell’attuale minoranza consiliare. Il gruppo di minoranza, non pago, continua ad inanellare una interminabile serie di autogol politici, degni dei più classici ‘dilettanti allo sbaraglio’. Se è vero che le strade sono dissestate i consiglieri di minoranza hanno l’obbligo di dire come mai è soprattutto perché si è giunti a tale situazione, cosa che però sicuramente non faranno mai. I consiglieri di minoranza forse hanno la memoria corta è non ricordano che nel 1999 l’Amministrazione di allora declassificò ben sette chilometri di strade provinciali per acquisirle a patrimonio comunale, un’infelice scelta di cui il Comune di Castel Morrone può vantare questo triste primato essendo uno dei pochi comuni nell’intera provincia di Caserta ad averlo fatto. Nell’amministrazione di allora erano presenti sotto varie vesti tre dei quattro consiglieri che attualmente siedono tra i banchi della minoranza, quindi devono essere loro a spiegare a tutti i cittadini morronesi i motivi di quella scelta, una scelta, che bisogna purtroppo presumere, dettata da qualche interesse, una scelta che poi successivamente portò, a quel tempo alla brusca rottura tra due degli attuali consiglieri che adesso, come se niente fosse successo, siedono nello stesso gruppo uno di fianco all’altro, facendo si che in questo caso si toccasse il punto più basso della politica cittadina”.

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