Aversa

Strisce blu, Capasso sollecita nuova gara d’appalto

Rosario CapassoAVERSA. Strisce blu, Rosario Capasso, capogruppo dei consiglieri indipendenti torna sulla questione parcheggi.

Con una mozione, redatta secondo l’ex articolo 52 del regolamento del consiglio comunale, l’esponente politico si rivolge al sindaco, al presidente dell’assemblea cittadina, ai capigruppo consiliari, al segretario generale, per sollecitare l’indizione di una nuova gara per la gestione del servizio di parcheggi a pagamento esistente in città.

“La necessità di sollecitare gli organi istituzionalmente preposti al compito, come riportato nel testo della mozione, nasce – spiega il consigliere – dalla constatazione dell’inerzia a tutt’oggi registrata sul tema dall’attività amministrativa dell’Ente”. “La mozione sollecita tutti a darsi una mossa affinché non si indugi ulteriormente sull’argomento e si pongano in essere gli atti consequenziali al fine di bandire la nuova gara” aggiunge Capasso che, da esperto avvocato penalista, ha dettagliatamente chiarito tutti i punti e gli aspetti legali che obbligano l’Amministrazione a dare il via alla nuova gara.

“In particolare, alla luce di orientamenti ormai consolidati nella giurisprudenza amministrativa, è opinione comune – scrive Capasso, facendo riferimento alla interdittiva antimafia atipica emessa dalla Prefettura che ha obbligato l’Amministrazione comunale a rescindere il contratto con la società gestrice del servizio – che la misura in questione, per la sua natura cautelare e preventiva, non richieda la prova di un fatto, ma solo la presenza di una serie di indizi in base ai quali non sia illogico o inattendibile ritenere la sussistenza di un collegamento con organizzazioni mafiose o di un condizionamento da parte di queste”. “Che ciò che deve essere provato non è – sottolinea – la intervenuta infiltrazione mafiosa, ma solo la sussistenza di elementi dai quali sia deducibile il pericolo di ingerenza”. “Che l’interdittiva – continua – non obbedisce a finalità di accertamento di responsabilità, bensì di massima anticipazione dell’azione di prevenzione, rispetto alla quale risultano rilevanti anche fatti e vicende solo sintomatiche o indiziarie, al di là della individuazione delle responsabilità penali, cosicché anche da una sentenza pienamente assolutoria possono essere tratti elementi per supportare la misura interdittiva”.

“Ne consegue – osserva Capasso – la legittimità dell’operato dell’Amministrazione comunale, che, pur in presenza di un’informativa interdittiva atipica, ha invitato il consorzio ‘Urbania Vivere la Città’ alla sostituzione dell’impresa esecutrice, in adesione alla disciplina regolamentata dal Dpr 252 del 1998 e dal Codice dei Contratti Pubblici. Cosa che, però, ad oggi non è ancora avvenuta”. “Cosicché, – conclude – stante anche la recente sentenza del Tar Campania che ha confermato il corretto operato dell’Ente, ne viene consequenziale la necessità di procedere al passo successivo che è quello dell’indizione di una nuova gara”.

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