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Rifiuti, Sel attacca l’amministrazione

SelSANTA MARIA CV. Che questo Sindaco e la sua Giunta avessero un’incollocabilità politica, che non consentisse di individuare e concordare con i Consiglieri delle linee guida ben definite per l’azione amministrativa e di governo di questa città, lo avevamo capito;

… che la frammentazione e le diversità in Giunta e Consiglio costringessero a trovare punti di equilibrio nuovi ad ogni decisione da prendere, pure era chiaro; che le sedute in Consiglio Comunale si stiano riducendo a delle beghe da cortile o a delle rese dei conti, anche l’avevamo compreso. Che ancora la nostra città sia destinata e condannata, per l’inconsistenza politica ed amministrativa della sua guida, a vivere alla giornata, nella confusione istituzionale di un Consiglio che oggi c’é e domani non c’é, ad essere vandalizzata a causa delle decisioni di Enti terzi, poco considerata o, ad onor del vero, ignorata da tutti gli interlocutori provinciali e regionali, é un’idea che purtroppo si va fissando nella mente dei cittadini. Ma che ci saremmo trovati sommersi dai rifiuti a causa della totale incapacità nella gestione dei servizi primari del nostro Comune, non riuscivamo ad immaginarlo neanche nei nostri incubi peggiori.

Non c’é angolo di Santa Maria Capua Vetere che in quest’ultima settimana non abbia visto sorgere montagne di sacchetti fuori da palazzi, parchi o condomini: tutto a causa di una gestione quanto meno fantasiosa nella mente di alcuni, ma suicida nella cruda realtà, dell’affidamento del servizio di raccolta dei rifiuti da parte di Sindaco, Assessore e Dirigenti comunali.

Di chiacchiere ne sono seguite, una sequela di “j’accuse” levatasi sia dai banchi della maggioranza che da quelli dell’opposizione in Consiglio, un’interminabile scaricabarile di responsabilità tra Assessore e Ecological Service, ditta che aveva in appalto il servizio: sta di fatto che chi ne ha fatto le spese sono stati, come al solito nel nostro BelPaese, lavoratori e cittadini. I primi per mesi sono rimasti senza stipendio, i secondi che hanno visto ripagato il loro impegno nel rispettare virtuosamente il calendario della raccolta rifiuti con dei cumuli nauseabondi fuori dalle loro abitazioni.

La questione si puó inquadrare considerando i 3 eventi principali che l’hanno caratterizzata:

– il 28 Dicembre 2010 viene pronunciata la revoca dell’affidamento del servizio all’Ecological Service, in quanto la ditta veniva ritenuta non idonea, non soddisfacendo i requisiti a norma di legge.

Poiché il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti non poteva essere sospeso, il commissario prefettizio allora in carica lo affidava alla stessa ditta fino a che non fosse stata indetta una nuova gara d’appalto per l’individuazione del soggetto adatto a svolgere il servizio e che avesse tutti i requisiti di legge.

– Ottobre 2011 si apre il contenzioso tra lavoratori, Ecological Service e Amministrazione Comunale: i primi non ricevono lo stipendio da tre mesi, la ditta lamenta i mancati pagamenti dal Comune, il quale punta il dito contro la stessa denunciandone i mancati requisiti e l’assenza di garanzia, senza le quali i versamenti non possono essere effettuati.

Un bel pasticcio! E intanto la spazzatura giace e si accumula per le strade cittadine;

– 29 Ottobre 2011, in piena crisi rifiuti cittadina, con i sacchetti che ormai invadono le strade, il dirigente comunale determina la decadenza e la cessazione del servizio integrato di igiene urbana affidato all’Ecological Service di Boscoreale (Napoli), affidandolo con l’Ordinanza Contingibile ed Urgente n.170 alla ditta DHI di Pastorano (Caserta).

Ad oggi vediamo la città ancora piena di rifiuti per le strade, ma incominciano a comparire i primi manifesti che annunciano la ripresa del Servizio di Raccolta Differenziata porta a porta per giorno 4 Novembre.

Anche schematizzando la sequenza degli accadimenti, la vicenda continua a presentare una serie di aspetti foschi, che sono di ispirazione per diverse riflessioni e danno adito a non pochi sospetti.

Indubbiamente possiamo affermare, senza tema di smentita da parte di alcuno, che si é lasciata precipitare in maniera incosciente, fino ad arrivare all’emergenza civica e sanitaria, una questione che con un po’ di attenzione e competenza e facendo appello al semplice spirito del “pater familias” poteva essere evitata.

Come riportato in precedenza era noto anche ai sassi a Santa Maria Capua Vetere che dalla fine del 2010 era in piedi un contenzioso tra Comune ed Ecological Service: dall’insediamento di questa nuova Amministrazione a Giugno fino ad oggi sarebbe bastato indire una gara d’appalto per il servizio di igiene urbana, avendo a disposizione tempi giusti, senza creare un tale disagio a tutta la cittadinanza e senza far stare senza reddito per mesi le 70 famiglie dei lavoratori coinvolti.

Cosa si é aspettato?

Perché si é voluti arrivare all’emergenza sanitaria?

Si sperava forse che tutto restasse in stallo, in questo precario equilibrio fino al passaggio della gestione alla GISEC provinciale, cui sarebbe stata ceduta la patata bollente?

Possiamo noi cittadini sammaritani affidare il nostro futuro e quello della nostra città alla speranza, alla sorte, a qualche santo cui votarci?

A cosa serve avere un Sindaco ed un’Amministrazione?

La sensazione piú strana riguarda poi le modalità con cui s’é arrivati alla crisi, all’emergenza: indubbiamente se l’Ecological Service non soddisfava i requisiti per poter essere affidataria del servizio andava sollevata dall’incarico, ma l’urgenza in essere ha fatto sì che la nuova ditta scelta sia stata individuata mediante un’Ordinanza Urgente, in pratica per ‘chiamata diretta’.

Che sia stata forse condotta un’operazione di sostituzione della vecchia azienda con un’altra azienda “amica di questa amministrazione”?

Una frase che ha reso celebre Giulio Andreotti durante la sua lunga attività politica é stata «a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca»…speriamo non sia questo il caso.

Ancora, dati i tanti punti non chiari nella faccenda, quasi sicuramente l’Ecological Service presenterà un ricorso: quanto quest’avventurismo amministrativo dei nostri governanti locali costerà a noi cittadini, nel caso in cui il tutto non sia stato condotto nel pieno rispetto delle regole?

In tutta questa storia c’é da considerare poi una possibile ripercussione politica, sociale ed economica per la nostra città: nell’ultimo anno, con grande difficoltà si é portata avanti una forte azione di sensibilizzazione ed incentivazione perché la raccolta differenziata fosse espletata in ogni zona della città, da tutti i cittadini.

É di certo uno sforzo ancora al suo culmine, spesso lasciato allo spirito civico e alla buona volontà dei singoli, costellato da non poche difficoltà contingenti, che va ancora a sbattere contro la dura cervice degli instancabili sabotatori e degli incorreggibili negligenti, che ancora oggi non condividono e non si piegano dinanzi all’improrogabile necessità ambientale e sociale di attivare un ciclo integrato di riciclo e smaltimento dei rifiuti, che risente e viene depotenziato dagli scarsi o inesistenti controlli, che favoriscono la legge della strada e dei furbi.

Che messaggio ha dato questa Amministrazione alla cittadinanza?

Le montagne di rifiuti per strada rappresentano uno sberleffo della cattiva politica e dell’incapacità di amministrare questa città verso a tutti quei cittadini virtuosi che hanno creduto e credono nella raccolta differenziata!

Quanta delusione questi 10 giorni di “sacchetto selvaggio” hanno seminato nei cuori dei sammaritani?

Da quanti di questi si é ripreso ad ascoltare i soliti ritornelli «ma chi ce lo fa fare a differenziare?» o «tanto prendono e mettono tutto insieme»?

Bisogna poi sottolineare che ogni cittadino sammaritano annualmente esborsa delle cifre considerevoli per la Tarsu: pagare così tanto e vedere i rifiuti per strada é un offesa al lavoro onesto delle persone oneste!

Ricordiamo che la roadmap relativa alle quote di raccolta differenziata dei rifiuti nei Comuni indica nel 50% la soglia per il 1° anno di insediamento dell’Amministrazione (al di sotto della quale la Tarsu viene aumentata del 40%), per poi passare ad una percentuale maggiore del 50% per il 2°anno fino al 65% nel 2013, come da indicazione Ue.

Venir meno all’esigenza di una corretta e massiccia quota di raccolta differenziata andrebbe a penalizzare quindi i cittadini che sarebbero esposti al rischio di vedere pescare ancora e di piú dalle loro tasche e potrebbe portare allo sciogliemento del Consiglio Comunale per inadempienza.

A tal fine quindi sia di monito al Sindaco, responsabile primo della salute pubblica della cittadinanza, e a Giunta e Consiglio che il nostro territorio sta già pagando un prezzo enorme in termini sociali e sanitari a causa dell’insensata e criminale gestione dei rifiuti in Campania: non faccia che al danno umano che viviamo sia aggiunga anche la beffa.

Che il Sindaco, come primo cittadino, sia faccia garante in prima persona – e ne sia responsabile – dell’accordo con la nuova ditta e assicuri alla cittadinanza il corretto svolgimento delle attività di raccolta e differenziazione dei rifiuti: se non é stato in grado di dare la giusta chiarezza e trasparenza alla procedura di scelta, si impegni almeno a tutelare la salute, i diritti e gli interessi dei propri cittadini!
SEL – Circolo di Santa Maria Cv

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