Italia

Avetrana, “Zio Michele” diventa un tatuaggio

Michele MisseriFIRENZE. Al peggio non vi è mai fine, recitava qualcuno. Eppure, nonostante una perdita di valori che sta dilagando tra le mode giovanili, c’è ancora chi, fortunatamente, resta indignato dinanzi a fatti di cattivo gusto.

Finora eravamo “abituati” a vedere frotte di persone in gita ad Avetrana per scattare una foto davanti al cancello dei Misseri o, sorridenti, come fosse una gita in un circo, davanti alla tomba della povera Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana uccisa lo scorso agosto. Ma, evidentemente, tutto questo non bastava, bisognava cadere ancora più in basso. E così che nasce il tatuaggio con il volto di Michele Misseri. Si, avete letto bene. I giovani italiani si stanno facendo tatuare il volto del presunto assassino, o “ben che vada”, colui che ne ha occultato il cadavere, sui loro corpi. E sembra che proprio in Puglia il tatuaggio vada per la maggiore.

A rivelarlo è Leila Huma, organizzatrice di eventi e presentatrice della Florence Tattoo Convention di Firenze. “Mi trovavo all’inizio dell’estate in Puglia – ha spiegato Huma, intervenuta mercoledì alla presentazione della Convention – e durante un party è arrivato un ragazzo tutto serio che mi ha mostrato sul polpaccio il ritratto di questo personaggio: cosa che non ho assolutamente apprezzato, e ho manifestato improvvisamente il mio dissenso con una risata e una critica costruttiva”.

E non è l’unica. Un famoso tatuatore di Bari ha rivelato di aver ricevuto numerose richieste da parte di giovani per tatuaggi con il volto di Misseri. “Sta all’etica e alla cultura del tatuatore accettare o meno simili richieste”, ha affermato Huma, secondo cui “il tatuaggio deve essere un mezzo artistico di comunicazione: posso capire il tatuaggio di un idolo, anche politico, e lo trovo estremo, ma trovo assurdo che questo soggetto possa essere ritenuto un idolo”. Già, un idolo.

Fa veramente paura questa Italia. E noi, in quanto operatori dell’informazione e, indignati da tutto ciò, nel giorno della commemorazione dei defunti chiediamo pubblicamente scusa a Sarah Scazzi per la mancanza di sensibilità e valori di molti dei suoi stessi coetanei.

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