Sessa Aurunca - Cellole

Bilancio, l’opposizione contesta il sindaco Tommasino

 SESSA AURUNCA. “Per l’ennesima volta, il sindaco di Sessa Aurunca da prova di quanto sia ‘(in)competente’ in tema di bilancio e non solo.

Durante l’ultimo Consiglio comunale le sue prediche quotidiane sulla perenne mancanza di fondi, hanno consentito che all’attenzione sua e della Giunta sfuggissero, non sappiamo quanto in buona fede, delle poste che vanno iscritte nei conti attuali del Comune”.

Lo affermano tutti i consiglieri comunali del centrosinistra al Comune di Sessa Aurunca. “I residui passivi, – continuano i consiglieri – assegnati al Bilancio 2010, con la precedente variazione sono, in realtà, debiti fuori bilancio individuati dal Commissario ad acta, nel 2011, si badi bene, non ancora riconosciuti dal Consiglio comunale. Non si capisce in virtù di quale presupposto contabile, vengano imputati all’anno 2010. Una valutazione priva di ogni logica, sia di buon senso,nessuno paga per qualcosa che non si attribuisce,sia formale, il Commissario richiedeva per la loro convalida la valutazione successiva del Consiglio (inesistente), che giuridica: la Corte dei Conti non prevede assolutamente una valutazione di questo genere anche a solo scopo prudenziale! Piuttosto, impone di trovare una copertura adeguata. Una situazione davvero incresciosa, tanto che anche l’Avvocatura Civica, lo scorso settembre, richiedeva di immettere questi importi nel conto economico di questo anno. Probabilmente Tommasino e la sua cerchia, dimenticano che lo stesso Tuel impone il riconoscimento dei debiti entro 30 giorni dalla conoscenza dei fatti. Un orientamento confermato,per l’ennesima volta,dalla Corte dei Conti che prescrive di adottare tempestivamente tutti i provvedimenti per fronteggiare le passività fuori bilancio. Nonostante questo, debiti fuori bilancio per oltre 250 milioni di euro non risultano nel riequilibrio dell’anno in corso, anzi, vengono fatti passare per conti dello scorso anno. Del resto, Tommasino è talmente impegnato nel predicare clamorosi ammanchi a causa delle precedenti amministrazioni di centrosinistra, che delle due l’una: o lo ha ripetuto così tante volte da convincere solo se stesso e la sua maggioranza, oppure ha profuso così tante energie, nell’urlare a destra e manca, da non rendersi conto di ciò che gli accade sotto il naso. Non ci sembra un modus agendi politicamente corretto, quello di ascrivere alla precedente amministrazione Di Meo, atti con cui il precedente primo cittadino non ha nulla a che spartire. Sindaco, invece di fornire delle informazioni non corrette e non veritiere (puntualmente smentite dagli atti), neanche più buone per fare da scusanti all’assoluto immobilismo della sua amministrazione, si rimbocchi le maniche e cerchi di operare al servizio dei cittadini che le hanno concesso fiducia. Se possiamo dare un consiglio, forti della coerente e ventennale esperienza alle spalle, chi semina vento, raccoglie tempesta, e perde consensi”.

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