Italia

Crisi, Napolitano: “Servono subito le riforme”

Giorgio NapolitanoROMA.C’è il tema dello sviluppo per uscire dalla crisi, al centro del dibattito politico. Oggi sul tema è intevrenuto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,…

… dopo che martedì il premier Silvio Berlusconi ha detto che il provvedimento sullo sviluppo sarà varato quando il testo sarà convincente, dal momento che mancano le risorse e bisogna inventarsi qualcosa. Tutto questo mentre spunta ipotesi di un concordato fiscale per reperire finanziamenti e le imprese tornano in pressing sul governo perchè “il tempo è scaduto”. In una lettera al Corriere della Sera, Emma Marcegaglia osserva: abbiamo innovato, ora servono risposte concrete.

Serve una “straordinaria mobilitazione e tensione di tutte le nostre energie per superare la crisi, per liberarci da antiche insufficienze e far fronte a momenti di estrema difficoltà”, ha detto Giorgio Napolitano durante la consegna delle insegne di Cavaliere del lavoro al Quirinale, presente Silvio Berlusconi, per ribadire come sia necessario uno sforzo intenso e prolungato per affrontare la crisi economica che ancora non può definirsi superata. Proprio l’Italia, ha aggiunto il capo dello Stato “è molto esposta ai venti di questa crisi”, anche per “l’abnorme dimensione del rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo, che ci ha reso bersaglio di una crisi di fiducia e anche di attacchi speculativi nei mercati finanziari, e che preoccupa seriamente i nostri partner europei”.

“Ciascuno faccia la sua parte – è l’appello di Napolitano a imprese e classe politica – Servono impellenti scelte di riforma strutturale e di stimolo alla crescita. Deve fare naturalmente la sua decisa parte la classe politica, come diceva Guido Carli, l’insieme delle forze politiche, innanzitutto il governo, la maggioranza di governo”, ha detto il capo dello Stato, parlando di “angustia per la mancanza di condivisione politica. Molto sta facendo il mondo delle imprese anche in modo propositivo ed è importante: lo testimonia il Progetto per l’Italia”.

Napolitano chiede a tutte le forze politiche e sociali “lungimiranza. Va sventato il rischio di un fuorviante condizionamento di calcoli elettorali. Un rischio che esiste non solo in Italia: che esiste in Europa, in Francia dove si voterà nel 2012, e in Germania dove si sono succedute elezioni regionali e si andrà successivamente alle elezioni generali, o negli Stati Uniti dove egualmente si tornerà a votare l’anno venturo. Si guardi con coraggio agli interessi comuni di più lungo termine, per l’unità dell’Europa, per lo sviluppo mondiale, per il futuro delle giovani generazioni”.

“E’ giunto il momento di abbattere gradualmente ma a ritmo sostenuto e costante il muro del debito pubblico accumulatosi nel corso dei decenni – ha detto ancora Giorgio Napolitano, che ha parlato durante la cerimonia per i Cavalieri del lavoro – Lo stiamo facendo come indicano i decreti di luglio e di agosto, adottati celermente in Parlamento in ottemperanza agli impegni assunti, e intendiamo farlo senza alcuna incertezza e tergiversazione”.

“La questione della disoccupazione e della frustrazione giovanile deve essere al centro delle nostre preoccupazioni. È parlo di preoccupazioni per la coesione sociale e anche per l’equilibrio democratico e per la convivenza civile – ha proseguito il presidente – Attenzione alla protesta pacifica in uno con il rifiuto e il dovere del rigore contro inammissibili violenze. C’è preoccupazione per la coesione sociale e anche per l’equilibrio democratico e per la convivenza civile”. “Mi rifiuto di credere che possa serpeggiare in qualsiasi ambiente l’idea che l’euro sia per noi come una camicia di forza. È piuttosto una cintura di protezione”, ha aggiunto Napolitano.

TREMONTI: “NON ABBIAMO SOLDI”. E mentre Berlusconi ha annunciato per giovedì una lettera con il nome del successore di Draghi a Bankitalia, Tremonti oggi ha detto che “non abbiamo potuto fare stimoli all’economia perchè non avevamo soldi per farlo, dovendo contenere il debito pubblico”. Secondo il ministro dell’Economia questa differenza con altri Paesi è “una felix culpa perchè dove sono stati fatti non sono serviti a nulla”. Dal canto suo Berlusconi ha confermato che per il decreto sviluppo “non c’è la possibilità di fondi importanti. Ci sono problemi da risolvere. Non credo che l’imprenditore più capace degli ultimi decenni sia improvvisamente incapace di decidere”.

OPPOSIZIONE CONTESTA DECRETO SVILUPPO. Sul tema intervienePierLuigi Bersani:”Berlusconi annuncia l’ennesimo rinvio sul decreto sviluppo e dice che si inventerà qualcosa. L’unica cosa che può inventarsi è quella di passare la mano. – dice il segretario del Pd parlando con i giornalisti alla Global Progress Conference di Madrid – Non credo che si possa fare in un decreto chiamato sviluppo quello che non si è riusciti a fare in tre anni”. “Apprendiamo con preoccupazione l’ipotesi di un decreto sullo sviluppo a costo zero e senza vere riforme. Questo non può essere assolutamente condiviso. Occorre che il governo dia una risposta convincente al grido di allarme del mondo del lavoro e delle imprese”, affermano Adolfo Urso, Andrea Ronchi e Pippo Scalia.

IVA DETRAIBILE SU PRIMA CASA PER UNDER 40, PROPOSTA DELLA LEGA. “Iva totalmente detraibile per l’acquisto della prima casa per gli under 40 con contratto atipico”. È il punto forte della proposta di legge presentata dalla Lega alla Camera, a prima firma Marco Reguzzoni. “Abbiamo messo a punto – spiega Reguzzoni – una serie di provvedimenti in grado di dare un indispensabile impulso alla crescita e rilanciare l’economia, attraverso norme che introducono importanti agevolazioni per l’acquisto della prima casa, incentivi per la stipula di contratti a tempo indeterminato, e la riduzione delle aliquote Irpef per gli studenti lavoratori. Nel dettaglio l’Iva sull’acquisto e sulla ristrutturazione dell’abitazione principale sarebbe detraibile al 100% per i giovani sotto i 40 anni con contratto di lavoro atipico. Abbiamo previsto anche sgravi fiscali per i datori di lavoro che convertono un contratto a tempo determinato in uno a tempo indeterminato, e la riduzione di due punti delle aliquote Irpef per gli universitari-lavoratori”. “Inoltre, sulla base di criteri studiati ad hoc – dichiara Massimo Bitonci, capogruppo della commissione Bilancio – abbiamo proposto la concessione di un credito di imposta del 25% ai datori di lavoro che assumono con un contratto di lavoro a tempo indeterminato. E anche la riduzione a soli tre mesi del diritto al sussidio di disoccupazione per cittadini extracomunitari, contro i sei previsti nel testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione. In pratica, nel caso in cui un cittadino extracomunitario perda il lavoro, e non possa dimostrare di potersi mantenere, decorsi tre mesi potrà essere rimpatriato”.

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