Cesa

Liguori: “Caro Guida, le campagne elettorali non hanno mai inizio o fine”

Cesario LiguoriCESA. Voglio ricordare con affetto al mio amico Enzo Guida che le campagne elettorali per chi si interessa di politica non iniziano né finiscono mai.

La politica si nutre di un esercizio continuo di confronto e critica che a volte porta alla soluzione dei problemi. Ne è stato esempio la pressione popolare e politica che ha costretto il sindaco a proporre la modifica delle fasce tariffarie; ed a tal proposito, quando parlo di enfatizzazione nel manifesto del Pd, mi riferisco semplicemente al fatto di aver fatto passare come una geniale conquista la parziale correzione di un errore fatto quando si è stipulato il contratto senza rendersi conto dei costi che si affrontavano.

E’ evidente che la critica era alla enfatizzazione e non al risultato. E al rilievo che mi viene fatto di non “ancorare il mio pensiero a dati concreti” rispondo che siccome non sono un visionario io ho ancorato il mio pensiero ad un dato concreto: l’annuncio da parte dell’assessore regionale di aver avviato le procedure del commissariamento del consorzio ipotizzando una revoca della concessione. E’ propaganda questa? A proposito della delibera della modifica delle fasce confermo di aver scritto che “…. corre il rischio di diventare carta straccia “ed a proposito della intera vicenda ho scritto “… vista la situazione complicata nella quale ci siamo infilati non ci resta che aspettare gli eventi…”. E’ propaganda o è buon senso ?

Non mi sembra di aver espresso certezze che, a quanto leggo, nemmeno lo stesso Guida ha su questa vicenda. Ma è appunto questo il dato politicamente grave, tra le tante scelte che si potevano fare in materia di affidamento del servizio, si è fatta quella peggiore che condanna l’amministrazione ed i cittadini all’incertezza sia per quanto riguarda i costi, sia per quanto l’erogazione del servizio, sulla cui qualità, a suo tempo tanto decantata, invito i cittadini utenti a dire la loro. Un cittadino che oggi stipula un contratto a quali fasce tariffarie deve far riferimento a partire dal 2012? E se in futuro malgrado il Comune di Cesa adempiesse a tutte le sue obbligazioni nei riguardi del Consorzio questi dovesse fallire per colpa di altri, quali sarebbero le conseguenze?

Questa non è campagna elettorale, questo è senso di responsabilità. Mettendo da parte le considerazioni tecniche di Guida sulle quali solo l’evolvere degli eventi permetterà di esprimere un giudizio, mi domando come si può aver fiducia di una struttura gestionale che non è capace negli anni, non per qualche mese, di riscuotere i canoni concordati con i Comuni facendo rischiare gli stessi, come stava per succedere se non ci fosse stato l’intervento del Prefetto e del Presidente della Regione, la sospensione del servizio di approvvigionamento idrico. Come si può aver fiducia di un consiglio di amministrazione il cui presidente è stato fino a qualche anno fa sindaco di uno dei comuni morosi (Carinola) o di una assemblea in cui la metà dei sindaci rappresenta Comuni morosi? Quale principio di buona amministrazione ispira questo comportamento? Vi sentireste tranquilli nei confronti dei creditori comuni se nel vostro condominio la metà dei condomini si rifiutasse di pagare le quote mensili?

Questa vicenda dovrebbe stimolare gli amministratori ad una riflessione e ad un ripensamento sulle valutazioni da essi fatte sulla utilità e sulla convenienza della partecipazione al Consorzio Idrico. Allora sì, caro Enzo, che esprimerei soddisfazione nei confronti dei miei amministratori. Noto invece che ci si intestardisce nella difesa di una delibera, evitando ancora una volta di affrontare la questione nella sua globalità.

Cesario Liguori

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