Campania

Wwf: “No a inceneritore di Taverna del Re”

 NAPOLI. “Siamo assolutamente contrari – dichiara Alessandro Gatto, presidente regionale del Wwf Campania – al via libera della provincia di Napoli alla costruzione di un impianto tra Giugliano e Villa Literno per smaltire le ‘ecoballe’ di Taverna del Re”.

Innanzitutto perché il Wwf è contrario ad ogni forma di incenerimento dei rifiuti per evitare ulteriori inquinamenti dell’atmosfera, del suolo e delle acque che potrebbero essere evitati con soluzioni diverse dall’incenerimento. Poi perché quelle “ecoballe” contengono rifiuti non meglio definiti. Si tratta di rifiuti non omogenei e indifferenziati. Potrebbero esserci anche grosse quantità di rifiuti pericolosi o che diventano pericolosi durante la combustione. La provincia di Napoli ha approvato un documento, spedito alla Regione Campania, dove conferma la scelta del presidente Stefano Caldoro viene invitato ad attivarsi per la realizzazione di un inceneritore che andrà ulteriormente a peggiorare le condizioni ambientali di un territorio già pesantemente inquinato da rifiuti tossici e rifiuti ordinari”.

“Un territorio – continua Stefano Franciosi, presidente del Wwf Lago Patria – quello di Giuglliano e di Villa Literno già pesantemente provato da tantissimi fattori di inquinamento ambientale. Nel documento della provincia di Napoli abbiamo appreso che c’è esigenza che la Regione Campania, o un Commissario all’uopo nominato dal Presidente della Regione, predisponga in tempi brevissimi, oltre a tutte le azioni necessarie a chiarire gli aspetti giuridico-amministrativi relativi alla definizione della ‘proprietà’ di tali rifiuti, anche un avviso per la manifestazione d’interesse alla realizzazione di un impianto di trattamento termico per lo smaltimento dell’intero ammontare di tali rifiuti”.

“Da questo si evince – conclude Francesco Autiero, presidente del Wwf agro aversano – come sia ancora tutta da definire anche la strada corretta da seguire. Non vorremmo che si facessero ‘forzature’ per imporre, ancora una volta, una scelta fallimentare e sbagliata nonché nociva e pericolosa per la salute dei cittadini e dell’ambiente”.

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