Aversa

Piccoli comuni italiani, Campo di Giove ringrazia la New Dreams

Campo di GioveAVERSA. La New Dreams ha ricevuto un ringraziamento e un attestato di stima in merito ad una ‘recensione’ scritta dal presidente del sodalizio aversano, Donato Liotto, sui ‘piccoli Comuni’ d’Italia”.

Un articolo, dove si parlava dell’identità di questi piccoli centri e delle loro tradizioni, oltre che delle bellezze naturali e non solo. Articolo pubblicato sul portale: www.associazionenewdreams.it Il Comune di Campo di Giove in Abruzzo ha voluto testimoniare al presidente Liotto la profonda gratitudine per aver elogiato e descritto così bene, con parole semplici e concise, una località e un territorio dove si esprimono veri valori e dove i cittadini campogiovesi con laboriosità e impegno conducono una vita incentrata al lavoro e alla salvaguardia del loro territorio.

Parole queste, pronunciate dal vicesindaco di Campo Di Giove Giovanni Di Mascio, il quale ha rivolto un invitoa Liotto a recarsi e visitare di nuovo questa località montana. “Ringrazio il vicesindaco di Campo di Giove e i tanti cittadini – dice il presidente della New Dreams – che mi hanno scritto e chiamato per ringraziarmi. Per la verità, sono io che ringrazio loro per avermi dato ‘spunto’ e parlare di loro e del loro paese. Ho scritto di questa località, abbastanza distante da noi, ponendola come ‘esempio’, ho voluto dedicare ai cittadini di Campo di Giove parole reali, confortate da aspetti concreti da me vissuti in loco. Aspetti che, mi hanno colpito profondamente. Inimmaginabile, secondo me, abolire e accorpare tanti comuni al di sotto dei mille abitanti. Sarebbe come cancellare la loro ‘identità storica’. Forse mi sbaglio? Ma, bisognerebbe chiederlo a chi vive in questi contesti se è disposto a ‘mischiare le carte’ con altre realtà e a fondersi e accorparsi con altri comuni. Queste località ricche di bellezze storiche e naturalistiche difendono con i denti la loro ‘identità’ le loro tradizioni. Anche la nostra terra, il nostro territorio tanto dissacrato, calpestato, e messo alla berlina, presenta fortunatamente, aspetti davvero positivi. ‘Aversa e l’Agro aversano’ sono tacciati e siamo visti come ‘territorio di camorra’, di delinquenza e micro criminalità, terra di ‘nessuno’. Molti dimenticano che nel nostro territorio vivono e lavorano tante persone laboriose, che con impegno e dignità mandano avanti la loro vita, il loro lavoro, la loro famiglia, crescono i figli con diligenza e amore. Le Amministrazioni dei comuni dell’Agro devono dare tanti segnali positivi, cosa questa che fanno, ma devono insistere e fare di più con costanza a promuovere iniziative culturali che abbiano come scopo primario la salvaguardia non solo del territorio, delle bellezze artistiche e culturali presenti in abbondanza ma anche di chi ci vive su queste ‘terre’ . Certo, non sempre è facile vivere nelle nostre ‘zone’ davvero dobbiamo sforzarci di ‘sopravvivere’ ma le ‘genti’ le persone che operano e vivono con impegno meritano la massima attenzione da chi li ‘amministra’ sono certo che, questo avviene, ma bisogna fare di più! Rendere vivibile, valorizzare le nostre bellezze artistiche, il nostro territorio e dare impulso al turismo. Discorso, questo, davvero molto ampio da fare. Da noi, fare qualcosa di positivo è davvero difficile, ma se ci si riesce, vale mille volte di più, assume maggior valore proprio perché fatta su di un territorio dove certo le difficoltà non mancano. Un segnale positivo lo si è avuto con i tanti sindaci presenti alla manifestazione della ‘Carta del Fioravanti’ dell’8 ottobre, in quella occasione, è stato ‘rispolverato’ l’orgoglio della nostra ‘Aversanità’. Se una ‘Carta’ è riuscita a fare tanto? Allora vuol dire che, siamo sulla buona strada. Bisogna riappropriarci della nostra ‘storia’ e tutti assieme farla conoscere a chi, ancora ci vede come ‘territorio’ abbandonato a se stesso. Gridiamo con orgoglio a tutti la nostra ‘fierezza’ e mostriamo loro di cosa siamo capaci. Questo è facile, visto le tante potenzialità di cui beneficiamo, naturali, artistiche, e soprattutto umane”. Qui recensione scritta da Liotto.

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