Sant’Arpino

Sfratto, il Pd replica alla maggioranza: “Menzogne e volgarità”

PdSANT’ARPINO. O tempora o mores: ma il ‘sindaco muto’ Di Santo, il suo fido assessore Brasiello, il factotum dell’amministrazione comunale Tonino Garofalo, il vice del muto, Fioratti, ed altri noti sodali, sono o no i componenti di Alleanza Democratica?

E come fanno questi personaggi ad affermare che il Pd è stato sfrattato per morosità? Ma veramente costoro pensano che i santarpinesi non conoscono le loro vicissitudini, la loro storia personale edelle loro “botteghe”? Verrebbe da dire: “da che pulpito viene la predica”! Menzogne e volgarità. Vergogna! Il Pd è l’unico partito che ha avuto ed ha tuttora una sede in piazza Umberto I, pagando regolarmente l’affitto. E loro? Questi signori a quale partito politico appartengono? Qual è la loro sede? Chi sono i responsabili? E ci fermiamo qui per il momento. L’elenco di “argomenti bollenti” da trattare è davvero lungo: nomine e gestione multi servizi, privatizzazione ufficio tributi, concorso per dirigente, urbanistica zone ecc, ecc…

Noi, con attenzione e responsabilità, con pazienza e tenacia, non allontaneremo il nostro sguardo dall’azione di (non) governo che il sindaco muto e i suoi soci spregiudicatamente attuano ogni giorno. Colpiti nel segno, il sindaco muto e la sua “cricca”, per difendersi e difende il factotum Garofalo, immediatamente, come è loro costume, hanno azionato la macchina del fango, spargendo veleni e ingiurie contro chi svolge il proprio compito di vigilanza e controllo dai banchi dell’opposizione. Contro chi, nel rispetto delle sue funzioni e del mandato ricevuto dagli elettori, è ancora qui a chiedere atti pubblici, atti di bilancio della Multiservizi, spazi per pubblici confronti. Personaggi come Di Santo e company che, pur di restare attaccati alla poltrona, “mentono spudoratamente, sapendo di mentire.

Ma noi non ci lasciamo intimidire e, come detto, con massima attenzione seguiamo le questioni bollenti: dall’illegittimo ed inutile concorso di dirigente all’ultima variazione di bilancio, realizzata ad hoc per raschiare soldi da destinare ad una società che, per il recupero dell’Iva (operazione semplicissima che può essere fatta tranquillamente dagli uffici comunali), deve intascare per il momento la modica cifra di 22.500 euro; dal Piano casa, con compravendite avviate, cooperative create appositamente, fibrillazione immobiliare con personaggi che si spacciano per politici/imprenditori e fanno il bello e cattivo tempo con il Di Santo fin dal suo insediamento; dai nomi che già circolano a mezz’aria per il paese di fidi del sindaco e parenti di amministratori, che devono essere assunti dalla ditta esterna per gestire l’ufficio tributi e nella farmacia comunale; dal rinnovo del cda della Multiservizi, su cui attendiamo ancora risposte, puntualmente dribblate, su requisiti, criteri e scelte politiche che hanno condotto a simili scelte, agli innumerevoli incarichi affidati a destra e a manca sempre ai soliti noti non santarpinesi (alla faccia dell’impegno assunto), che stanno sfondando le casse comunali tanto da ricorrere a prestiti per circa un milione e mezzo di euro. Incarichi dati in spregio a tutto quanto professato e attribuito ai danni della precedente amministrazione, che si può ben dire amministrava alla luce del sole, con trasparenza, economicità ed efficacia, nel rispetto dei principi sanciti in materia di gestione della cosa pubblica e non delle regole proprie della “cricca”.

L’amministrazione Di Santo farebbe meglio, piuttosto che dribblare le questioni da noi sollevate nell’interesse della cittadinanza (che finalmente sta aprendo gli occhi), a dare risposte serie, responsabili e vere. Cominciando ad esporre tutti gli atti di bilancio della “Ecoatellana Multiservizi”, per poi sviscerare tutte le su richiamate questioni nell’ambito di un pubblico confronto, che noi invano chiediamo da tre anni ma che Di Santo e soci puntualmente evitano. Chissà perché?!

Il circolo Pd – Sant’Arpino

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