Sant’Arpino

Restauro cappella cimiteriale: Arena si congratula con la giunta

Elpidio ArenaSANT’ARPINO. Il presidente dell’associazione Pat (Politiche ambientali del territorio), Elpidio Arena, si è recato nel cimitero per visitare la piccola cappella esterna alla chiesa, riscontrando il prezioso lavoro di restauro che è stato eseguito.

“Grazie alla sensibilità dell’assessore ai lavori pubblici Elpidio Iorio e del sindaco Eugenio Di Santo, – commenta Arena – finalmente si è messa in sicurezza l’opera d’arte più antica di Sant’Arpino, dimostrando come l’attuale amministrazione ed in particolare questo paese tiene tanto al suo passato ed alla sua millenaria storia. Sul muro laterale della piccola cappella posta all’interno del cimitero comunale di Sant’Arpino si trova dipinto un bellissimo affresco, raffigurante la Madonna che allatta Gesù Bambino porgendogli il seno”.

“Questa immagine sacra – spiega Arena – è conosciuta e venerata in tutto il paese come la ‘Madonna delle Grazie’ ed il due luglio di ogni anno viene fatta celebrare, da parte di un nutrito gruppo di devoti, una messa in suo onore. Immagine che è la più antica di Sant’Arpino e fra le più antiche di tutta la provincia di Caserta in quanto risale agli inizi del 1300 ha alle spalle una storia molto bella ed affascinante. La Chiesa di Santa Maria di Atella esisteva in Sant’Arpino intorno all’anno 1300 così come ha dimostrato un bellissimo libro dal titolo ‘Tra i santi e la Maddalena’ scritto da Bruno D’Errico, appassionato studioso di storia atellana e pubblicato dalla Pro Loco di Sant’Arpino nel 1993. Il vecchio monastero dei frati di San Francesco di Paola, venne poi completamente abbandonato agli inizi del 1800, fino a quando il comune nel 1825 realizzò un cimitero nello spazio antistante il convento. Da allora l’immagine completamente abbandonata, venne ricoperta di da una folta vegetazione e rimase coperta per quasi un secolo da rovi e spine. Ritrovata poi, per caso, agli inizi del 1900 divenne subito oggetto di venerazione e devozione da parte dei contadini che avevano i terreni nei dintorni del cimitero. In particolare la guardia campestre Giuseppe Dell’Aversana dalla metà degli anni trenta in poi si preoccupò di tenere sempre in decoroso stato la piccola cappella immersa fra i campi coltivati della ‘Maddalena’ territorio che ricadeva nella sua competenza di guardiano”.

“Questa piccola ma significativa opera – conclude Arena – è indicativa di un legame storico che l’attuale amministrazione guidata dal sindaco Di Santo non intende far venir meno e noi auspichiamo un sempre maggiore interesse per le memorie del passato che aiutano nella comprensione della nostra storia e delle nostre radici”.

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