Orta di Atella

L’opposizione attacca Brancaccio: “La corte dei miracoli”

 ORTA DI ATELLA. “Ribadiamo che non sono immaginabili maggioranze alternative a questa che seguiterà nel suo percorso senza tentennamenti alcuni, ma con molta più determinazione”.

Così concludeva l’ultimo manifesto di questa pseudo maggioranza. Ed è vero! Ci stanno mettendo molta più determinazione nel prendere in giro i cittadini, millantando tempi brevissimi e soluzioni indolori di una situazione urbanistica disastrosa. Chiacchiere, soluzioni artificiose e nessuna proposta concreta. Nomine di tecnici, consulenze di “luminari” di diritto amministrativo che si affannano a trovare soluzioni tecnico/giuridiche più o meno percorribili ma comunque in perfetta sintonia con le esigenze “politiche” del sindaco e della maggioranza.
Ci si dimentica, però, di un elemento fondamentale: tale problematica, divenuta una vera e propria emergenza, abbisogna di una presa di responsabilità e di una Concertazione fra i vari livelli istituzionali, partendo dal consiglio comunale in toto, passando per la Prefettura e, perché no, per la Procura, dalla Provincia (ente a cui è stata delegata la piena competenza per gli strumenti urbanistici comunali e sovracomunali) alla Regione.
Solo con un progetto volto all’esclusivo interesse dell’intera cittadinanza, frutto di un confronto serrato con tutte le istituzioni interessate, si può arrivare al tanto agognato riequilibrio del territorio. Concertazione che, purtroppo, per l’assenza totale di credibilità nei confronti delle Istituzioni sovracomunali e, non da meno, per “presunzione politica”, non può essere assolutamente garantita dall’arroganza e dall’inefficienza di questo esecutivo. Si brancola totalmente nel buio; ci si limita ad offrire, in modo estemporaneo, i soliti e stantii “teatrini”. Conferenze farsa di servizi, convegni addomesticati, bandi di concorsi fantasmi e illegittimi sono gli ingredienti abituali dell’azione politico-amministrativa del governo cittadino.
Conoscendo ormai tutti il solito copione propinato già da anni, siamo pronti a scommettere che a breve si registreranno convegni o, perché no, consigli comunali in cui, come ogni prestigiatore che si rispetti, si tirerà fuori il “coniglio” dal cilindro: sanatoria (quasi) per tutti a basso prezzo. Si proclamerà, in pompa magna, la soluzione in tempi rapidi del problema urbanistico sciorinando proposte di Puc (piano urbanistico comunale) in via di ultimazione, prevedendo eventualmente individuazioni di zone classificate come C3 e la tanto famosa “sanatoria giurisprudenziale”.
Tutto ciò sulla scorta di esperienze già vissute dagli esperti consulenti giunti in calesse alla “corte dei miracoli”. I quali, a dire il vero, avrebbero già, in diverse occasioni, ribadito, per onestà professionale, la necessità inderogabile, per la soluzione del problema, della “concertazione” a tutti i livelli e la netta diversità tra la situazione urbanistica del nostro territorio rispetto alle problematiche affrontate in altri contesti.
È giunto, allora, il momento di gridare basta! Basta continuare ad illudere la cittadinanza che attende invano da molti anni. Non è giusto né onesto illudere i cittadini e le forze produttive del paese che si trovano impelagati in situazioni di annullamenti di permessi, ricorsi ed abbattimenti. È indispensabile, quindi, che si dica la verità sulla spinosa situazione urbanistica e si prospettino soluzioni concrete ed efficaci, tenendo presente che gli immobili ad Orta non sono “abusivamente realizzati” ma che ad essere “abusivi” sono i titoli abilitativi rilasciati. Era abusiva la condotta di gestione del territorio, erano abusivi i tecnici comunali che la permettevano, era (ed è) abusiva l’amministrazione che consentiva tutto ciò!
Non possiamo restare inermi se questa pseudo maggioranza insiste a prospettare soluzioni demagogiche e populiste determinando solo un ulteriore notevole sperpero di risorse finanziarie visto che si sta perdendo solo del tempo prezioso. Le operazioni confuse ed estemporanee poste in essere in questa fase iniziale, infatti, non vanno nella giusta direzione e destano notevole preoccupazione perché disattendono completamente la normativa vigente, facendoci dubitare che si vuole perdere solo tempo.

È giunto, quindi, il momento di non credere più alle favole e di convincersi che l’unica possibilità di riscatto per il nostro territorio passa attraverso il sostegno e l’adesione ad un serio progetto alternativo.

I consiglieri di opposizione: Cioffi, Damiano, De Micco, Del Prete, Guido, Minichino, Piccirillo, Roseto

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