Maddaloni - Valle di Maddaloni

Anagrafe pubblica eletti, Tenneriello (Pd): “Si rispetti la delibera”

 MADDALONI. Con delibera numero 71 del 28 dicembre 2010 il Consiglio Comunale, alla quasi unanimità (24 voti su 25 presenti), approva l’anagrafe degli eletti.

In essa è previsto tra l’altro, entro il termine perentorio di 6 mesi dall’approvazione dell’atto, la pubblicazione sul sito del Comune dello stipendio, dei rimborsi e/o dei gettoni di presenza percepiti a qualsiasi titolo dal Comune da parte di consiglieri comunali, sindaco ed assessori comunali. Inoltre, la stessa delibera impone la dichiarazione da parte dell’eletto dei finanziamenti ricevuti e/o dei doni, benefici o altro assimilabile nonché l’istituzione di un registro delle spese, comprensive delle spese per lo staff, spese per l’ufficio, spese per viaggi sia dell’eletto che dello staff, spese telefoniche e dotazione informatica, spese varie.

Sull’argomento ora interviene Angelo Tenneriello, del Pd di Maddaloni: “Senza dubbio – afferma – un atto nobile e giusto salvo poi scoprire che, a distanza di 9 mesi dall’approvazione, nulla di quello menzionato e previsto nella delibera è stato effettivamente messo in pratica. Sul sito del Comune regna il silenzio assoluto circa il deliberato. Insomma, l’operazione trasparenza è miseramente fallita. A noi poveri cittadini non ci è dato sapere quale sia lo stipendio del Sindaco e degli Assessori. Non ci è dato sapere le somme percepite dai Consiglieri Comunali. Non ci è dato sapere quali costi abbia ad esempio lo staff del Sindaco. Insomma non ci è dato conoscere i reali costi della politica. Ci sono ignoti gli ostacoli cha hanno finora impedito il rispetto della delibera e si spera che la causa non venga ricercata nei soliti problemi tecnici o magari ricercata nella tutela del diritto alla privacy degli eletti. D’altronde quando si percepiscono soldi pubblici, ottenuti con la tassazione dei cittadini, non esiste diritto alla privacy. I cittadini che pagano le tasse hanno il diritto di sapere come vengono spesi i propri soldi e gli eletti hanno il dovere di comunicare come vengono spesi i soldi dei cittadini”.

“Tra l’altro – continua – si tratta di un atto approvato dal Consiglio Comunale che, come è noto, rappresenta l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo del comune e come tale ogni sua delibera va rispettata nei modi e nei tempi. Ora due sono le alternative che possono spiegare la mancata esecuzione della delibera: o l’Amministrazione ritiene il Consiglio Comunale un organo secondario le cui decisioni possono essere ignorate ed eluse o si teme di rendere pubblici i reali costi della politica. Altrettanto grave quale giustificazione a tale inadempienza sarebbe la dimenticanza dato che si tratta di atto pubblico votato ed approvato da persone elette dal popolo e, come è noto, la sovranità appartiene al popolo. In tutta la vicenda esce fortemente ridimensionato il ruolo del Consiglio Comunale che non può essere considerato ed utilizzato solo quando serve ma che, al pari dell’Amministrazione, ha un ruolo fondamentale nelle scelte politiche ed amministrative della vita democratica della città. Ci auguriamo, pertanto, un sussulto di orgoglio e dignità da parte dei consiglieri comunali. Ci auguriamo che gli eletti del popolo impongano all’Amministrazione il rispetto della delibera. Ci auguriamo che il Presidente del Consiglio Comunale pretenda il rispetto dell’istituzione che non può essere certamente marginale rispetto all’Amministrazione”.

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