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Yara, annullato il fermo di Fikri. Anonimo: “Non mollate pista cantiere”

Yara Gambirasio e Mohamed FikriBERGAMO. La Cassazione ha annullato la convalida del fermo per Mohammed Fikri, il giovane marocchino unico indagato formale per l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio.

Accolto, dunque, il ricorso presentato dai legali di Fikri, Roberta Barbieri e Giovanni Fedeli, sulla convalida del fermo a cui l’operaio fu sottoposto mentre su una nave si dirigeva in Marocco. Dopo l’assalto mediatico degli ultimi giorni, scatenatosi dopo la mancata archiviazione del fascicolo, il giovane segna un punto a suo favore dopo la vicenda che lo ha coinvolto a causa di alcune telefonate ritenute tradotte male.

“Allah perdonami, non l’ho uccisa io”, poi ritradotta in “Allah, ti prego, fa che risponda”.L’udienza si è tenuta giovedì scorso e nella giornata di lunedì si è appreso della decisione della Suprema Corte, che ha accolto il ricorso e annullato, senza rinvio, l’ordinanza con cui il gip convalidò il fermo. Non sono state, però, ancora diffuse le motivazioni della Cassazione.

Nel frattempo, sempre sulla vicenda che ruota intorno al marocchino, lunedì scorso è stata recapitata a L’Eco di Bergamo un’altra lettera anonima che invita ad indagare proprio su Fikri. “Non mollate la pista del cantiere, – scrive l’anonimo – i cani non sbagliarono. Mohamed (Fikri, ndr) sa di un uomo visto nel cantiere a novembre che minacciava. Sa che (Yara, ndr) è stata caricata su un furgone bianco. Sa che una settimana dopo quell’uomo era ancora a Mapello. Sa che Yara non è rimasta ‘sembre’ nel campo di Chignolo, ma ci è stata portata dopo, e che l’uomo su un’auto targata… era presente di nuovo una settimana prima del ritrovamento, sempre a Mapello. Non dimenticate Yara”.

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