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Tarantini: “I soldi a Berlusconi li chiese Lavitola”

Berlusconi-LavitolaNAPOLI.“Io non avevo il coraggio di chiedere soldi a Berlusconi, fosse anche mille euro per mangiare”. Così Gianpaolo Tarantini nell’interrogatorio di garanzia del 3 settembre scorso davanti al gip Amelia Primavera e ai pm Francesco Curcio, Henry John Woodcock.

“Per me – racconta l’imprenditore barese riferendosi alle sue difficoltà economiche che lo avevano indotto a chiedere denaro al premier – perchè Berlusconi mi ha conosciuto come persona brillante, una persona che non ha mai chiesto niente. Anzi, credo che sarà evidente dalle intercettazioni sul caso escort, che io per Berlusconi ho speso l’impossibile senza nulla chiedere in cambio in quel momento, perchè non avevo problemi, non avevo necessità, non avevo bisogno di niente”.

Il pm a questo punto interviene: “Lei aveva fatto anche un danno, se vogliamo, a Berlusconi, il processo delle escort… Tarantini: certo Pm: la nostra sorpresa – lei ci chiarirà se ritiene – cioè di andare a chiedere soldi proprio a una persona che poi, tutto sommato, ha inguaiato, è particolare, no? Tarantini: a chi dovevo chiedere? per me incontrare Lavitola in quel momento credevo fosse stato… Pm: A tutti avrebbe dovuto chiederli, tranne a una persona che lei aveva, tutto sommato, danneggiato: Berlusconi. Tarantini: ma io tutti quelli che avevo rapporti di sinistra li ho tutti denunciati in Puglia, tutti, tutti, spontaneamente! Io mi sono seduto, in più lavoravo…Quando mi sono seduto davanti ai pubblici ministeri di Bari ho detto: “Sono Gianpaolo Tarantini, ho favorito la prostituzione, ho ricevuto cocaina e ho corrotto la Sanità in Puglia”, purtroppo in Puglia lavorava la sinistra con quelli vicino a D’Alema. Ho fatto questo. Mi sono anche preso reati di cui io, mentre ne parlavo, non sapevo che fossero reati, ero pronto a liberarmi, perchè volevo liberarmi.

Una produzione di protesi ortopediche: era questa, secondo quanto dichiarato da Tarantini nell’interrogatorio di garanzia, l’attività che l’imprenditore pugliese intendeva avviare con i 500 mila euro elargiti da Berlusconi ma in gran parte trattenuti poi da Valter Lavitola. Tarantini afferma che, per l’emozione, il giorno in cui incontrò il premier ad Arcore non riuscì a fargli il discorso che si era preparato, cioè ad illustrargli il progetto che aveva in mente – impiantare la produzione di protesi all’estero e venderle attraverso la rete dei suoi collaboratori pugliesi – e a chiedergli 500 mila euro per finanziarlo.

La richiesta fu avanzata dunque da Lavitola. Ecco come l’imprenditore ricostruisce il suo arrivo ad Arcore a bordo di una Mercedes noleggiata e il suo incontro con Berlusconi: “Ci porta con questa Mercedes nera alla corte di Arcore. Il cameriere ci fa entrare, ci dice: ‘Un attimo!’, ci fa entrare nel salottino, dopo venti minuti, mezz’ora, dieci e un quarto, dieci e mezza, arriva Lavitola. Nel contesto, parlando con Lavitola: Guarda, Valter, allora…’. ‘Gianpaolo, digli che vuoi fare questa attività!. “Io no, mi vergogno”. “Non ti preoccupare, i soldi li chiedo io, li chiedo io!”. Lavitola diretto, dopo i saluti, dice: Senta dottore – perchè lui gli dà del dottore – Tarantini siccome queste cose non riesce a farle ha bisogno di 500 mila euro per iniziare un’attività all’estero. Diretto! cosa che io non riuscirei mai a fare”.

“Ogni volta che qualcuno è coinvolto con Berlusconi è finito”: così, nell’interrogatorio di garanzia, Gianpaolo Tarantini sintetizza il discorso che Silvio Berlusconi gli fece ad Arcore la mattina dello scorso marzo in cui si incontrarono. Parlando dei 500mila euro che Lavitola aveva appena chiesto per lui al premier, l’imprenditore racconta: “Il presidente, senza neanche pensarci mezzo secondo, non gliene fregava assolutamente niente, disse: Gianpaolo, per te non c’è problema, io ti auguro di poterti riprendere economicamente. Io sono dispiaciuto, comprendo che la tua situazione è avvenuta per cause indirette, per cause mie, perchè sono coinvolto con te. Il senso – afferma Tarantini – era quello: ogni volta che qualcuno è coinvolto con Berlusconi è finito”.

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