Italia

Corruzione, 4 arresti a Parma: c’è anche l’assessore Bernini

Giovanni Paolo BerniniPARMA. Corruzione e tentata concussione. Con queste accuse la Guardia di finanza di Parma ha arrestato lunedì mattina l’assessore della giunta comunale Giovanni Paolo Bernini, 48 anni, il suo collaboratore più stretto e due imprenditori della zona.

Nell’ambito della stessa operazione, chiamata “Easy money”, sono state eseguite perquisizioni in città, in provincia e in altri comuni dell’Emilia Romagna. Nell’esecutivo guidato dal sindaco Pietro Vignali, l’assessore Bernini si occupa di scuola e servizi per l’infanzia. È un esponente del Pdl e in passato ha avuto anche la delega al personale.

“Le investigazioni condotte dal Nucleo di polizia tributaria di Parma, – si legge nel comunicato della Guardia di Finanza – sono state coordinate dalla dottoressa Paola Dal Monte, sostituto procuratore della Repubblica. Nel corso delle articolate indagini, esperite mediante attività tecniche, ripetuti e costanti servizi di osservazione, nonché esaminando copiosa documentazione anche di natura bancaria, è stato appurato che i sotto indicati indagati, a vario titolo, hanno posto in essere condotte fraudolente inficiando, così, la correttezza della gara pubblica a suo tempo tenutasi per l’aggiudicazione del servizio di bar/ristorazione del Direzionale Uffici Comunale (Duc) di Parma, nonché indebitamente prorogando il servizio di ristorazione per le mense di alcune scuole pubbliche della città che, invece, avrebbe dovuto essere riassegnato previa nuova regolare gara”.

“L’attività, – continua la nota – svolta con il massimo riserbo, ha consentito di acquisire numerosi elementi di riscontro in ordine a diversi episodi di corruzione e tentata concussione per importi rilevanti, allo stato non meglio quantificabili, stimabili comunque in decine di migliaia di euro. Tali somme rappresentano il corrispettivo versato da alcuni spregiudicati imprenditori locali ai sotto indicati pubblici funzionari infedeli, per poter ottenere e garantirsi l’aggiudicazione di appalti e la proroga di quelli già in essere. In particolare, le investigazioni hanno fatto emergere la propensione a delinquere dei funzionari pubblici coinvolti che mostrano particolare spregiudicatezza nell’utilizzare il ruolo pubblico per fini strettamente personali in danno della pubblica amministrazione. In più occasioni, hanno percepito somme di danaro ed altre utilità (Ipad) al solo fine di favorire imprenditori compiacenti che ricevevano anch’essi un illecito profitto derivante dall’alterazione e mancata osservanza delle procedure prescritte”.

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