Esteri

Libia, ribelli: “Gheddafi tenta di organizzare armata di mercenari”

GheddafiROMA.Muammar Gheddafi si nasconde in Libia, nel sud del Paese, e sta inviando oro all’estero per organizzare un’armata di mercenari con cui tentare una controffensiva.

Lo dice all’agenzia Ansa una fonte militare dei ribelli che chiede l’anonimato. “Il colonnello Muammar Gheddafi potrebbe non aver ancora lasciato il paese. Il nostro ultimo avvistamento lo dava nel villaggio di Ghat, nell’estremo sud della Libia”, ha affermato un esponente dei ribelli libici, Hisham Abu Hajar, citato dal quotidiano arabo al-Quds al-Arabi. Abu Hajar è uno dei responsabili delle ricerche del deposto leader libico. Secondo le informazioni in suo possesso, “l’ultimo suo avvistamento è avvenuto a Ghat, che si trova 950 chilometri a sud di Tripoli e 300 chilometri a nord del confine con il Niger. Questa segnalazione risale a tre giorni fa”. I ribelli libici sono quindi convinti che abbia lasciato la città di Bani Walid e che si trovi nel sud della Libia, diretto verso il Ciad o il Niger. Credono inoltre che si muova con un convoglio formato da 10 auto e che dorma in una tenda.

“Gheddafi è ancora in Libia, si nasconde nel sud, desertico e in gran parte inaccessibile”, dice la fonte. “I convogli che avrebbero passato il confine trasportano sicuramente oro e pietre preziose. Con questo tesoro il rais pensa di poter organizzare un esercito di mercenari, del Ciad come del Mali, per poter lanciare una controffensiva. Abbiamo sempre detto che è pazzo”, aggiunge l’ufficiale di alto rango. “È noto a tutti che prima della caduta di Tripoli Gheddafi ha fatto ritirare banconote con cui ha comprato oro, diamanti, preziosi e obbligazioni”, spiega ancora la fonte. “Ci sono poi gli interessi economici che ha nei Paesi occidentali, Italia compresa, temiamo abbia messo in piedi società di facciata per continuare a gestire queste enormi somme. La guerrà finirà quando lo prenderemo”.

Intanto, manca solo il via libera da parte del Consiglio nazionale transitorio (Cnt) di Bengasi e poi le milizie dei ribelli entreranno a Bani Walid, la città nel deserto libico rimasta tra le ultime fedeli al deposto leader libico. Ieri è stato raggiunto un accordo tra i negoziatori per una resa pacifica della città, ma gli spari avvertiti in serata fanno presagire che restano dubbi sul fatto che Bani Walid si arrenderà realmente senza combattere.

“Stiamo solo aspettando l’ordine di entrare a Bani Walid – ha spiegato Abdullah Kenshil, capo negoziatore delle milizie ribelli libiche -. E noi siamo pronti a portare medicine, gas e qualsiasi cosa” abbiano bisogno gli abitanti della città. Ma un altro negoziatore del Cnt ha spiegato che gli addetti del villaggio alle trattative sono stati minacciati dai fedelissimi di Gheddafi. Mahmood Abdel Aziz, rappresentante del Consiglio di Bani Walid, ha ammesso che “la situazione a Bani Walid è molto pericolosa per i civili perché le forze di Gheddafi sparano a chiunque vuole entrare o uscire da Bani Walid. Ecco percheé non è possibile negoziare con loro e, inshallah (Dio volendo, ndr), noi siamo pronti ad attaccarli molto presto”.

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