Caserta

Tagli alla scuola, Abbate (Pd): “Disagi soprattutto al Sud”

 CASERTA. Non solo politici ma anche e soprattutto insegnanti, presidi ed amministratori che vivono quotidianamente il dramma dei tagli che il mondo della scuola è costretto a subire per via di una politica, quella messa in atto dal centrodestra, che provoca disagi giganteschi nei confronti soprattutto di studenti e famiglie.

Era un pubblico variegato quello che ieri pomeriggio ha affrontato il tema della riduzione delle risorse alla scuola presso la sede provinciale del Partito Democratico in Via Maielli. Erano presenti oltre al segretario del Pd Dario Abbate, il deputato Pina Picierno, la responsabile provinciale scuola del Pd casertano, Angelina Iaiunese, la responsabile scuola per la Segreteria Nazionale del Pd Francesca Puglisi. A prendere per prima la parola la preside dell’Isiss Novelli di Marcianise Emma Marchitto, che nei giorni scorsi era balzata agli onori della cronaca nazionale per via del fatto che aveva dovuto sopperire alla mancanza di sedie nel proprio istituto facendosele prestare dal parroco del Duomo cittadino.

“Solo grazie alla solidarietà dei parroci cittadini e alla caparbietà mia e dei mie colleghi abbiamo potuto iniziare l’anno scolastico”, ha spiegato la dirigente scolastica. “Ma la mancanza di arredi è solo uno degli effetti dei tagli alla scuola – ha continuato – abbiamo una situazione delicatissima sugli insegnanti di sostegno dove non riusciamo a garantire assistenza allo studio a studenti che hanno anche handicap molto gravi”. Picierno ha parlato di “problemi derivanti dalla riduzione delle risorse statali avviata nel 2008, a cui si aggiungono gli effetti negativi dei tagli agli enti locali sui servizi, dalle mense ai trasporti, la riduzione delle risorse per l’autonomia scolastica, la condizione insopportabile di sovraffollamento nelle classi- pollaio”.

La deputata ha poi elencato le proposte messe in campo dal Partito Democratico ed esposte anche nella VII Commissione della Camera (Cultura e Istruzione), di cui fa parte. Iaiunese ha continuato ad elencare, sulla scia di quanto già espresso dalla preside Marchitto, i disagi del mondo scolastico casertano ed il caos che regna nell’Ufficio Scolastico provinciale.

Il segretario Dario Abbate ha sottolineato il fatto che i tagli alla scuola al Sud colpiscono essenzialmente le fasce debolissime della società, “famiglie giù duramente provate dalla crisi a cui in sostanza viene negato il diritto allo studio. Ma la situazione di Terra di Lavoro è già oltre il sopportabile soprattutto nelle zone dell’alto casertano dove ai tagli si aggiunge anche il disagio dovuto alla soppressione di istituti scolastici che rappresentano un elemento di sopravvivenza per intere comunità”.

“Per promuovere nuovo sviluppo ha spiegato Francesca Puglisi – il nostro Paese deve tornare a investire in una crescita intelligente ed inclusiva, come chiede il capo dello Stato e come ci spingono a fare gli obiettivi di Europa 2020. Quando il Partito Democratico tornerà a governare, dovremo seguire la lezione di don Milani, che affermava che “non c’è più grande ingiustizia di fare parti uguali tra diversi”. “Di fronte ad un governo immobile – ha poi spiegato – che ha reso il Paese cadente e declassato come le sue scuole, il Partito Democratico propone di allentare immediatamente il patto di stabilità interno per quei comuni che hanno risorse in cassa e vogliono investirle per la riqualificazione degli edifici scolastici. Nel def Tremonti ha scritto nero su bianco che nel 2025 l’Italia abbasserà il già magrissimo investimento in istruzione al 3,4% del pil. Tutti i grandi Paesi hanno visto nell’investimento in istruzione una delle leve fondamentali per promuovere nuova crescita, Obama con una manovra da 300 miliardi di dollari ha aumentato gli stipendi degli insegnanti, da noi continuano ad essere tagliati e così a parità di anzianità e titolo, i nostri guadagnano il 40% in meno. Abbiamo un più alto rapporto alunni/insegnanti perché abbiamo un gran numero di insegnanti di religione che altri Paesi non hanno e in altri paesi il costo del sostegno è sostenuto dai ministeri del welfare o della sanità”.

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