Caserta

Cimitero, Petteruti: “Inutile insinuare coinvolgimento ex amministrazione”

Nicodemo PetterutiCASERTA. La consegna di diciotto avvisi di garanzia, la maggior parte dei quali ad altrettanti dipendenti del Comune di Caserta, responsabili della gestione del cimitero e coinvolti nel cosiddetto “scandalo delle cappelle”, ha avuto vasta eco sui mezzi di comunicazione.

Scontata la scandalizzata reazione del sindaco, affrettatosi a porre le mani avanti, comunicando che “si tratta di episodi verificatisi nel corso delle precedenti gestioni amministrative”. Precauzione superflua, data la brevità del suo regno, e però suscettibile, buttandola in politica, di insinuare nel lettore la percezione che le amministrazioni Falco e Petteruti abbiano in qualche modo messo le mani nel pasticciaccio. Due osservazioni.
La prima è che nessun amministratore o ex-amministratore è stato indagato, né ha ricevuto avvisi di garanzia. Indagini e avvisi riguardano l’operato di funzionari e adepti, sospettati di comportamenti penalmente rilevanti. La seconda è che le indagini, iniziate a suo tempo in sordina, ebbero una svolta e un’accelerazione decisive nel lontano 2007, allorchè una serie di controlli incrociati sui canoni di concessione, ordinati dalla Direttrice generale dell’Amministrazione Petteruti, eletta nel 2006, rivelarono la presenza di sospette irregolarità, di cui fu prontamente informata la Procura della Repubblica, con un esposto denuncia inviato dalla D.G. il 21 settembre 2007.
Contestualmente fu avviata un’inchiesta interna, intesa a verificare l’attività espletata dall’Ufficio a partire dal 2002. Una prima corposa documentazione, “spremuta” dagli uffici non senza difficoltà e defatiganti meline, fu consegnata alla Procura, che nel frattempo sviluppava la sua indagine, il 26 giugno 2008. Proseguirono poi controlli e verifiche di cui fu sistematicamente messa a parte la Procura e contestualmente il direttore del cimitero fu destinato ad altro incarico.
Oggi si apre la pagina finale su questa ripugnante vicenda, con soddisfazione di chi ha profuso impegno e capacità per scoperchiare la pentola, dando all’Amministrazione del tempo, la mia, il merito di avere spezzato una spirale perversa di corruzione e malaffare. Dice bene Del Gaudio, si tratta delle passate amministrazioni, anzi no, dell’Amministrazione Petteruti, poiché non risulta che, con Falco sindaco e Del Gaudio suo assessore di prima fascia, sia stato mosso un dito per far luce sulla gestione del Cimitero.
E il sindaco, non senza sussiego, avverte anche di aver riservato a sé la delega al cimitero per “cambiare registro” e di aver già avviato, “dopo appena pochi mesi di governo, una ricognizione del settore” e una “verifica amministrativa”. Non sa, evidentemente, che il “registro” fu cambiato a suo tempo senza remore, con verifiche e controlli, accettando i rischi che terreni così scivolosi riservano sempre, e che gli eventi giudiziari di oggi sono figli di quelle attività. Il lavoro di cui dà annunzio è stato già fatto ed è nelle mani della Giustizia. Lo prosegua pure, non c’è bisogno di ripartire da zero, tanto più che ha a disposizione l’ex assessore Esposito, ora suo consigliere in sonno, le cui scelte politiche non cesserò di censurare e biasimare, ma che di Cimitero se ne intende, avendovi profuso impegno ed energie per la riconquista di una dignità del luogo che i suoi predecessori, anche sotto la mia amministrazione, avevano tenuto in non cale.

Nicodemo Petteruti

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