Carinaro

Masi: “Lisbino non poteva restare un minuto in più”

Mario MasiCARINARO. Riceviamo e pubblichiamo il documento letto in Consiglio Comunale dal sindaco Mario Masi dopo la revoca dell’assessorato ad Antonio Lisbino.

La dignità non ha prezzo. Non può essere barattata con alcun vantaggio umano, tantomeno con il gusto di avere al proprio sostegno un consigliere in più!
Dopo la infamante campagna diffamatoria durata circa due mesi, in pubblico e nelle case, il signor Lisbino non poteva essere mantenuto nella carica di assessore neppure un minuto in più. E se non l’ho revocato sin dal primo settembre, data del mio ritorno dalla ferie, egli deve ringraziare soltanto i colleghi di maggioranza che mi hanno pregato di sospendere temporaneamente il provvedimento al fine di consumare un tentativo di conciliazione, per altro da egli sdegnosamente rifiutato. Questo suo ulteriore comportamento ha convinto me e la maggioranza tutta all’inevitabilità della decisione.
Mi sembra singolare che chi, in politica ormai da 15 anni, non si renda conto che non sono i voti riportati (che poi non sono né assai maggiori di quelli riportati da altri colleghi e tantomeno determinanti) a legittimare la sua nomina ad assessore o a vice sindaco. Il popolo elegge i candidati alla carica di consigliere. E’ il Sindaco e soltanto il Sindaco, così come prevede la legge, che nomina i consiglieri ad assessore o a vice sindaco. La scelta viene fatta sulla base di una valutazione fiduciaria, non censurabile né ricorribile, che tiene conto della preparazione, dell’esperienza e della disponibilità di tempo dei nominabili.
I voti riportati concorrono solo relativamente alla valutazione che fa il Sindaco. Tutto ciò dà contenuto a quello che comunemente viene definito “rapporto fiduciario” posto a base della scelta.
Mi chiedo: Lisbino, dopo quel fiume di infamie vomitato in pubblico e in privato, e dopo aver pubblicamente preannunciato azioni di sfiducia nei confronti del Sindaco, poteva continuare ad esser considerato degno della mia fiducia?
Leggo con stupore le sue prime dichiarazioni dopo la revoca. Esse non fanno cenno alcuno all’unico motivo che ha scatenato la sua reazione. Evoca invece fantomatici complotti a suo danno e sentimenti di invidia verso il suo consenso elettorale. Niente di più falso!
Non credo che nessuno abbia invidia dei suoi voti né che mai alcuno abbia ordito congiure nei suoi riguardi. Semmai, il complotto risulta invece che l’abbia tentato lui, senza però aver trovato sponde e fiancheggiatori.

Voleva chiarire con il Sindaco? E perché non l’ha fatto? Nel mese di settembre mi ha incontrato almeno 100 volte, senza avere neppure avere l’educazione di rivolgermi il saluto. D’altra parte : come poteva continuare a guardarmi negli occhi dopo la lava d’infamie riversata, in pubblico e in privato, contro me e i miei colleghi?

Lisbino ha assunto questo atteggiamento perché pretendeva di essere nominato vice sindaco. L’ha detto a me (in modo anche politicamente minaccioso) e l’ha detto a tutti gli altri consiglieri. Non vedendosi nominato, ha vomitato veleno e odio su tutto e su tutti. Mi domando : perché fino a quando non si è aperta la vicenda della nomina del mio vice, il signor Lisbino non ha manifestato gli stessi giudizi sul suo Sindaco e sui suoi compagni di viaggio? Ed inoltre: se egli riteneva di essere circondato da una banda di disonesti, perché non è andato dal giudice?
Assicuro il consiglio che sarò io stesso, quanto prima, a chiedere alla magistratura il controllo sugli atti più significativi di questa amministrazione e di quella precedente, sempre da me presieduta, come feci in occasione delle polemiche sorte attorno al Concorso di idee per il nuovo cimitero. In quella vicenda, il ricorso alla magistratura invece di farlo quelli che si lamentavano sulla correttezza del concorso, lo presentò il Sindaco Masi, il quale chiese ai giudici di verificare se la gestione del concorso era stata corretta e trasparente.
Con il signor Lisbino non avevo alcun patto, né scritto né orale, di farlo vice sindaco! Ho fatto la nomina rispettando l’accordo politico che mi imponeva di scegliere fra gli assessori del Pd e dopo aver acquisito la indisponibilità degli assessori Sepe e Capoluongo per mancanza di tempo da dedicare proficuamente alla carica, tra Turco e Lisbino ho scelto Turco, il quale si è fatto preferire per l’esperienza ( visto che era stato già vice dell’allora Sindaco Comparone) e sopra tutto per l’equilibrio sempre dimostrato nel corso della sua lunga vita politica.
La mia scelta, che ripeto, la legge riconosce al sottoscritto, è stata motivata ed ampiamente condivisa dalla maggioranza dei miei colleghi. E poi : Lisbino aveva già una delega impegnativa che oltretutto gli assicurava la massima visibilità, che pare essere la cosa che più gli sta a cuore. Con me Sindaco Lisbino di visibilità ne ha avuta tanta, forse troppa.
La conferma sulla bontà della mia scelta, inoltre, mi viene sia dal giudizio largamente favorevole colto nella pubblica opinione e, paradossalmente, da questa sua sconsiderata e velenosa reazione, indice di mancanza di moderazione ed equilibrio.

L’equilibrio nei comportamenti umani si misura sulla base delle reazioni proprio nei momenti difficili.

Continueremo ad andare avanti con fierezza, dignità ed onestà. Siamo consapevoli di essere nel giusto, e che l’impegno assunto verso il popolo non può essere interrotto da queste miserevoli vicende umane.

Lo spirito di servizio verso la gente, il rigore e l’onesta dei miei comportamenti sono le componenti fondamentali di quella dignità cui accennavo innanzi, e che non può essere svenduta per nessuna ragione al mondo.

Se mi accorgessi che non fosse più possibile continuare su questi binari, non esiterò neppure un istante a ritornare a casa, restituendo la fascia a chi me l’ha data, anticipando e contribuendo a quel rinnovamento della classe politica, in parte negli ultimi anni già cominciato ma ancora non del tutto compiuto. Di questo progetto di rinnovamento non sarò attore, ma insieme ad altri, sarò certamente protagonista.

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