Aversa

Via Atellana, Ciaramella: “Quando apre il parco? Prima che vado via”

 AVERSA. “Quando sarà aperto il parco urbano di via Atellana? Non voglio più dare date fisse. Dico solo che aprirà prima che finisca questa consiliatura”.

Il sindaco di Aversa Domenico Ciaramella appare piuttosto seccato quando gli viene chiesto di dare conto sulla mancata apertura del parco pubblico intitolato al regista aversano Ninì Grassia. Sono, infatti, oramai trascorsi tre anni dall’ultimazione annunziata e la mancata apertura di questo che viene tecnicamente definito “spazio di integrazione” rappresenta per l’amministrazione di centro destra una vera e propria pietra dello scandalo. Grazie ai fondi europei del Programma Urban, con ben cinquecentomila euro, due parchi sono sorti su altrettante aree standard alla periferia sud, in via Luca Giordano, nei pressi della parrocchia di Santa Teresa del Bambino Gesù, ed orientale, su via Atellana, proprio confinante con il ponte ferroviario detto “di Gricignano”.

Il primo, intitolato ad un altro aversano noto nel mondo della musica, il maestro Antonio Balsamo, dopo alterne vicende e due anni di stop è stato aperto al pubblico la scorsa primavera. Ma per questo parco di via Atellana i cancelli continuano ad essere incomprensibilmente chiusi al pubblico, con tanto di erbacce che sono cresciute tanto da impedirne l’accesso. Erbacce più volte estirpate con, ovviamente, inutile spreco di risorse pubbliche. Insomma, una struttura nata per combattere il degrado e per facilitare la socializzazione tra i cittadini, ha, paradossalmente, generato altro degrado. Il parco è stato, da tempo, anche collaudato ed attende solo di essere utilizzato, ma, a quanto pare, invano.

Gli assessori che si sono succeduti, come Isidoro Orabona e Rino Rotunno, avevano più volte dichiarato che “l’amministrazione Ciaramella, anche per evitare un rapido degrado delle due strutture o alti costi per la sorveglianza, ha scelto di affidarle entrambe a privati concedendo loro la gestione (anche di un piccolo bar interno, n.d.r.) ponendo come obbligo a loro carico, oltre ad un compenso, la manutenzione dei luoghi”. Decisione superata, visto che, alla fine, si è scelto di affidare la sorveglianza ad associazioni di volontariato. Da qui una nuova giustificazione sulla mancata apertura con la croce gettata addosso all’Enel, accusata di non provvedere all’allaccio dell’energia elettrica.

Nella scorsa primavera il consigliere delegato al verde pubblico, Giovanni Tirozzi, aveva comunicato che “da martedì 14 giugno sono stati avviati i lavori di bonifica del taglio della vegetazione spontanea nel parco “Ninì Grassia” di via Atellana”, ma da allora nulla è cambiato. Sulla vicenda si sono pronunziati anche Francesco Del Franco, dirigente locale del Pd e Rosario Capasso di “Noi Aversani” e il Wwf cittadino, ma la situazione non è mutata.

Oggi il sindaco Ciaramella dichiara: “Era ed è necessaria una manutenzione straordinaria per la cui effettuazione mancavano i fondi. Qualche giorno fa, insieme al bilancio 2011, abbiamo approvato il piano triennale delle opere pubbliche che prevede una spesa, per l’anno in corso, di cinquecentomila euro per i due parchi, per l’ex campo profughi e per il completamento dello standard di piazza Giovanni XIII, nella zona delle case popolari. I tempi? Sarà tutto fatto prima che andiamo via (il mandato termina a primavera 2012, ndr)”.

Dichiarazioni che lasciano perplesso il democratico Francesco Del Franco, che commenta: “C’è una stranezza nel fatto che per il parco Balsamo sono stati spesi gli stessi soldi ed è stato già aperto anche se i lavori sono iniziati molto tempo dopo quelli del parco in via Atellana”. Allora? “C’è qualcosa – conclude l’esponente dell’opposizione – che non va e che l’amministrazione non ha il coraggio di palesare. Chiediamo al sindaco ed all’assessore al ramo di rendere pubblico tutto l’incartamento burocratico riferito a questo parco di via Atellana e di chiarire ai cittadini il vero stato dell’arte di questa iniziativa incompiuta”. Il tutto mentre migliaia di cittadini residenti in questa zona periferica per la terza estate non hanno potuto beneficiare del verde del parco “Grassia”.

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