Aversa

“Un caffè con Liotto”: intervista all’assessore Alfonso Oliva

Alfonso OlivaAVERSA. Davanti ad un buon caffè abbiamo incontrato l’assessore al commercio della città di Aversa Alfonso Oliva. E con lui abbiamo scambiato quattro chiacchiere.

Sono trascorsi cinque anni da quando Lei si è candidato a consigliere comunale. Oggi vuole parlarci del suo percorso e di questa nuova esperienza in giunta? “Non mi aspettavo che l’impegno di consigliere comunale fosse così gravoso, veramente mi ha impegnato molto. Poi io di carattere sono fatto così, quando mi impongo una cosa la voglio fare bene e, soprattutto, portare a termine. Certo, in termini di sacrificio questa cosa ha sottratto molto tempo al mio lavoro, ma soprattutto, ho sacrificato molto la mia famiglia in termini di tempo. Avendo 35 anni, ritengo sia stato per me un ottimo passaggio, un bagaglio di esperienza, anche se breve, che comunque mi è servito. Consiglio senz’altro a chi aspira a cariche pubbliche di seguire questo percorso. Appena eletto consigliere non credo sia positivo per chi è alla prima esperienza passare subito al gradino successivo e fare l’assessore”.

E l’esperienza acquisita dal punto di vista umano? “A livello umano ho davvero imparato tanto, sono migliorato e soprattutto ho approfondito una dialettica politica e umana che, posso affermare oggi, mi consente davvero di confrontarmi con tutti con maggiore serenità”.

La sua esperienza politica nasce con il “Circolo della Libertà”, poi diventato “Gruppo della Libertà”, successivamente il passaggio alla “casa madre” Forza Italia all’epoca e Pdl oggi. “Premesso che ero già iscritto a Forza Italia dal lontano 1993, la mia esperienza col Gruppo della Libertà è stata fondamentale per poi approdare all’attuale Pdl, dove successivamente sono poi stato nominato assessore. Nel tempo si sono susseguite riunioni e confronti con persone che hanno alle spalle 30 anni di esperienza politica, cosa questa che ha contribuito non poco alla mia maturazione politica. Voglio anche dire che se oggi sono assessore lo devo principalmente al mio partito attuale, loro mi hanno voluto fortemente ad occupare questo incarico e mi hanno invogliato dandomi tanta fiducia. Questo, credo, è stato fondamentale per me e per la mia crescita soprattutto umana”.

Se è stato il partito a voler puntare su di Lei e, nonostante ci fossero altri valenti consiglieri a farle concorrenza, allora la fiducia verso di Lei era ben giustificata? “Certo, è fondamentale confrontarsi col partito e chiedere sostegno e consigli, specie in giunta, quando ci sono cose importanti da decidere. Il mio primo punto di riferimento e confronto resta sempre il partito, mai dimenticare da dove si è iniziato”.

Ci vuole parlare del nuovo mercato ortofrutticolo? “Come dicevo, avere confronti aiuta a decidere per il meglio, oggi posso dire che abbiamo avuto un grande successo con il regolamento del mercato della nuova area dedicata alla fiera cittadina. Sia in Commissione Statuto che in Consiglio Comunale è stato approvato all’unanimità. In pratica, ha votato anche dall’opposizione. Ciò dimostrare che il regolamento è stato fatto con criterio”.

Cosa pensa di aver lasciato e di aver dato durante questo suo percorso politico? Penso di essermi formato, politicamente parlando, e questo attraverso le varie riunioni con il partito, durante le sedute dei Consigli Comunali e col confrontarsi quotidianamente con la nostra realtà nella veste di consigliere. Un’esperienza per me davvero bellissima e ricca di significato. Credo di aver dato il mio piccolo contributo e continuerò a farlo se ne avrò modo e mezzi”.

Aveva delle aspettative appena eletto? “Senz’altro, chi non ce l’ha? Sia io che i miei compagni di viaggio le avevamo. A distanza di cinque anni siamo cambiati, cresciuti, ma, se proprio devo rispondere a questa domanda, forse mi aspettavo di avere rapporti istituzionali più importanti e questo, non lo dico per polemica, ovviamente. Va considerato che siamo entrati con questa amministrazione in un periodo storico ed economico certamente non positivo. Siamo arrivati noi e i ‘rubinetti’ erano chiusi dal punto di vista dei finanziamenti statali nei confronti degli enti locali. E fortuna che siamo se non uno ma l’unico comune virtuoso della zona. Lo confermano i numeri visto che siamo sempre andati in parità, cioè in pareggio di bilancio, e mai abbiamo sforato il patto di stabilità. Chiaramente, questo comporta un restringimento della ‘cinghia’ e con conseguente perdita in termini elettorali”.

Oggi ritiene che “la Scuola Ciaramelliana” sia stata valida e che sia servito stare al fianco di Ciaramella sindaco e timoniere da dieci anni? “In questo ultimo anno, almeno da quando sono in giunta, attraverso riunioni col sindaco e con i miei colleghi assessori, mi sono reso conto che difetti ne abbiamo tutti. Ciaramella per me ha soprattutto tante virtù. Per fare il sindaco di Aversa ci vuole davvero un cuore grande, penso e ne sono certo che se non ci fosse stato Ciaramella noi non ce l’avremmo mai fatta ad arrivare fin ad oggi e a superare tanta difficoltà. Sicuramente, Ciaramella è un ‘timoniere’ esperto, che sa bene come si amministra una città come Aversa”.

Le amministrative si avvicinano, quali sono le sue intenzioni? “Mi sono candidato perché mi piaceva il sindaco Ciaramella, e con lui il suo programma elettorale. Amo fare politica ma se il capo della coalizione non si confà con i miei ideali politici, miranti chiaramente il bene delle nostra città, credo ci sia davvero da discutere sul mio prossimo futuro. Ma avrò tempo e modo per scoprirlo”.

di Donato Liotto

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