Aversa

I ‘dissidenti’ del Pdl: “Ciaramella come Nerone”

Gianpaolo Dello VicarioAVERSA. Un documento durissimo che probabilmente testimonia la rottura definitiva tra il sindaco Domenico Ciaramella e i cosiddetti “dissidenti” del Pdl, ovvero gli ex assessori Gianpaolo Dello Vicario e Gino Della Valle, e i consiglieri Antonio De Michele, Carlo Amoroso, Michele Galluccio, Emilio Scalzone, Nicola Andreozzi.

Questi ultimi, nell’affrontare la crisi che ormai da mesi attanaglia la maggioranza di centrodestra, addebitano ogni responsabilità al primo cittadino: “I coordinatori locali e provinciali – scrivono i pidiellini – ci hanno assicurato il rispetto delle regole da parte di tutti, per fare in modo che il partito possa uscire da questa crisi unilaterale iniziata da Ciaramella. Infatti, l’unico modo per creare ordine quando c’è confusione è affidarsi a regole e criteri accettati da tutti. Pur essendo sempre fiduciosi, dobbiamo constatare che oramai Ciaramella rovescia persino i principi basilari del saper vivere comune. Incomprensibilmente, invece di ascoltare ciò che dice il partito, vertici compresi, minaccia, si agita e non conclude, alimentando ed aumentando la confusione con l’obsoleta tecnica di rimandare, perder tempo, e sempre dopo una provocata rissa. Premesso che è chiaro a tutti che non rientrava nei nostri progetti politici sfiduciare un sindaco che sta per terminare il suo secondo ed ultimo mandato, non si sa perché si senta minacciato e non rassicurato e quindi non vada avanti serenamente. La nostra pazienza e la nostra ragionevolezza non possono sicuramente bilanciare la sua incoerenza e sconsideratezza, nonché i suoi infelici exploit giornalistici. Sembra di assistere ad un remake di un film di Nerone, che per dimostrare la sua grandezza realizza la sua folle opera di distruzione”.

Poi sottolineano: “Tutto ciò ci porta a considerare che Ciaramella non sa più come contenere se stesso e le ‘uscite’, infatti per rinfrescare la memoria si può riassumere questa triste saga, partendo dagli inizi di agosto, quando prima revoca unilateralmente gli assessorati a Dello Vicario e Della Valle senza alcuna motivazione reale, poi dopo che si era chiesto a più voci un incontro, le risposte del sindaco sono state su questa scia: ‘a Golia e De Michele non ho nulla dire’ ….‘io voglio parlare con gli uomini’ e riferendosi ad alcuni consiglieri ‘…li caccerei a calci in c….’. Quando poi, dopo molti tentativi per riunirci serenamente, tutti evitati in malo modo dal sindaco, finalmente, si arriva ad una riunione di partito, dove sembra che si arrivi ad un accordo rimettendo tutto nelle mani del coordinatore, ecco che non vuole rispettare tale accordo e prende tempo fino al bilancio; votato il bilancio da parte di tutti noi, preceduto danove ore di consiglio, il giorno dopo se ne esce con il teatrino della sfiducia, dicendo che non può ‘premiare’ chi voleva farlo cadere, tutto questo per continuare a temporeggiare e non affrontare l’inevitabile realtà: sette consiglieri comunali eletti, di cui due dimessi a seguito della nomina di assessore, cinque, unici in consiglio a non avere deleghe, ed un consigliere provinciale”.

“La precisione che politicamente dobbiamo fare, – continuano i pidiellini – è che, pur non consentendo ad alcuno di ghettizzare il partito o buona parte di esso, noi non ci aspettiamo nessuna medaglia da Ciaramella; noi siamo già stati premiati dai nostri elettori e considerando che tra di noi ci sono anche alcuni tra i più votati alle scorse elezioni, qui non si parla di premi o ricatti ma di rispetto degli elettori che rappresentiamo e che ci hanno dato fiducia. Ma d’altra parte sono lontani i tempi in cui Ciaramella rispettava gli elettori e i loro rappresentanti, ora l’unica legge che si rispetta è quella del personalismo. Ma, se ricordiamo bene, Nerone nello strano tentativo di togliere futuro alla sua città precluse anche il suo di futuro”.

“Noi sicuramente – concludono – non entreremo in questo folle progetto-calderone di Ciaramella ma sicuramente egli dovrà aspettarsi un giudizio del suo ‘dis-operato’ da parte del partito, visto che, purtroppo e per fortuna sua, l’elettorato non potrà più farlo, e ciò significa che il partito non può dare alcun ambito posto al sole a chi sta facendo di tutto per ucciderlo e seppellirlo sotto le ceneri”.

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