Teverola

Differenziata, l’ingegner Fumo: “Bisogna sporcarsi le mani”

 TEVEROLA. Può sembrare il titolo di una commedia all’italiana, invece è la cronaca dell’eterna battaglia che si vive nella nostra regione fra chi osserva le norme ed i regolamenti, che le istituzioni mettono in atto per la raccolta dei rifiuti urbani, e chi fa in modo che ciò non si faccia.

Infatti, dal 18 luglio scorso è ripartita la raccolta differenziata nel comune di Teverola e, purtroppo nell’osservare le condizioni di via Roma, si trae la convinzione che la città non sarà mai pulita. E’ indubbio che le “regole” non sono mai accettate volentieri e nei contesti in cui la politicizzazione divide le cittadinanze in gruppi contrapposti, spesso si giunge a paralizzare la riuscita di tutte le iniziative ed i progetti istituzionali: il problema dei rifiuti non può essere più usato al fine di propaganda politica, esso coinvolge tutti e va risolto con la collaborazione e la buona volontà di tutti.

Premesso ciò, ho cercato di capire il perché della nostra situazione e di spiegarmi la scarsa efficienza della raccolta differenziata. Le ipotesi sono varie, tanto più che a prima vista non si può dire che quest’ultima non funzioni proprio e perciò c’è da capire se c’è cattiva volontà di una frangia di cittadini o di commercianti che, o per superficialità o per partito preso, fanno si che le cose non funzionino al meglio, oppure ci sono problematiche strutturali.

Affermo ciò sulla scorta di ciò che ho riscontrato per via Roma dal 18 luglio: i sacchetti con l’umido, riconoscibili senza ombra di dubbio dagli addetti alla rimozione, sono stati regolarmente ritirati secondo il programma prestabilito; i sacchetti contenenti l’umido con altre tipologie di rifiuti , non sono stati ritirati poiché considerati “indifferenziato” e quindi questi “sacchetti” sono rimasti in giro fino al ritiro del martedì; i rifiuti derivanti da alcune attività artigianali e/o commerciali, o vengono accantonati senza ritegno davanti alle sedi delle attività stesse o abbandonati vicino alla campana del vetro in piazza Municipio: anche questo materiale viene raccolto il martedì; il mercoledì non viene effettuato ritiro del multi-materiale, forse si aspetta il venerdì.

A questo punto mi fermo, perché le cose così non possono funzionare: o i cittadini non hanno capito cosa fare o c’è qualcosa da correggere. A tal fine, credo proprio che sia necessario fare un distinguo tra quella che deve essere considerata come raccolta differenziale dei rifiuti prodotti dalle utenze domestiche ed il ritiro dei rifiuto derivanti da specifiche attività artigianali e/o commerciali. Non si devono confondere le due cose, anche perché la tariffazione per il ritiro e lo smaltimento sono da valutare in relazione alle attività ed alla tipologia dei rifiuti.

A parer mio, è necessario, prima di ogni tentativo di raccolta differenziata porta a porta, controllare con regolarità, e semmai sanzionare, l’operato degli esercenti e/o artigiani, obbligandoli alla conservazione dei propri rifiuti in contenitori ad essi dedicati, identificabili e non confondibili con quelli per il deposito dei rifiuti da parte dei cittadini; anche a quest’ultimi può richiedersi l’identificazione della provenienza dei sacchetti con l’apposizione dell’indirizzo e numero civico, in modo da permettere a chi deve vigilare di far pervenire avvisi per la mancata osservanza del regolamento comunale.Le sanzioni e le multe stimolano l’attenzione ed invogliano alla collaborazione: se aumentano gli oneri di smaltimento, questi ricadono su tutti noi.

Se poi non si vuole fare tutto ciò, poiché l’importante è differenziare, semplifichiamoci la vita: raccogliamo tutti i giorni con distinti automezzi, sia l’umido, sia l’indifferenziato-secco-multimateriale, lasciamo le campane del vetro e la raccolta della carta in appositi bidoni. L’umido sarebbe subito conferito “dove si deve”, mentre l’indifferenziato-secco-multimateriale potrebbe essere lavorato, in un apposito capannone, aprendo tutti i sacchetti, per la cui cosa sono disponibile, al fine di suddividerne il contenuto nelle frazioni differenziabili. I materiali suddivisi per categoria verrebbero poi conferiti dal Comune nei siti dedicati allo scopo.

Così meno problemi per tutti, sicuro raggiungimento del quorum massimo di raccolta differenziata per il comune di Teverola, tariffe costanti e recupero di fondi dalla vendita delle frazioni differenziate. Per risolvere i problemi occorre per forza di cose “sporcarsi le mani” e non solo discutere degli stessi a tavolino.

Ing. Enzo Fumo

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