Sant’Arpino

Ambito C3, Lettera: “Ecco il disastro della gestione Papa-Marsilio”

Salvatore LetteraSANT’ARPINO. In una lettera aperta, l’assessore del comune di Sant’Arpino, Salvatore Lettera, interviene sulla vicenda dell’Ambito socio-sanitario C3 e afferma: “Vi spiego il disastro della gestione Papa-Marsilio”.

Riceviamo e pubblichiamo:
Ho letto l’articolo a firma del consigliere comunale di Succivo, dottor Antonio Marsilio, mi corre l’obbligo di intervenire sull’argomento trattato (specie perché sono io stesso componente del Tavolo Istituzionale dell’Ambito C3 legge 328/00 in rappresentanza del Comune di Sant’Arpino), per fare alcune doverose precisazioni. In primo luogo devo rassicurare il collega consigliere Marsilio delle vere ragioni che hanno visto il Comune di Sant’Arpino muovere forti critiche alla gestione Papa-Marsilio. Ragione che, come vedremo di seguito, sono decisamente più “nobili” di quelle sottese nel suo impietoso articolo.
Parliamo, infatti, di una gestione (quella che per semplicità definiamo Papa-Marsilio) contrassegnata da continue inadempienze, da me più volte denunciate in ogni momento. Mi riferisco in particolare alla chiusura dei locali destinati all’Ambito negli orari preposti, in spregio all’ultimo comma dell’articolo 7 del Regolamento approvato con verbale n.55 del 4/4/2003 (nonostante le mie continue, e inascoltate, segnalazioni indirizzate sia al presidente p.t., professor Francesco Papa, che al coordinatore p.t., dottor Antonio Verrengia, mezzo raccomandata a.r., anticipate a mezzo fax, del 2/11/2009, 25/06/10, 25/10/2010 e 9/03/2011), da cui è scaturito un costante disservizio per gli utenti dell’Ambito.
Un disservizio che, evidentemente, nulla ha a che vedere con i desideri reconditi di qualcuno di accaparrarsi il posto di “Capofila”. Il profilo a cui mirava e per il quale tuttora si batte il Comune di Sant’Arpino, caro consigliere Marsilio, è quindi leggermente più alto di quello inopinatamente insinuato! Ma mi riferisco anche all’irrituale concessione di proroghe contrattuali nei confronti del coordinatore Verrengia (dal 16.05.2007 in poi, fino alla durata in carica del professor Papa!), mai condivise da chi scrive (e dagli altri partecipanti all’Ambito) né portate mai a conoscenza del Tavolo Istituzionale, il quale coordinatore operava, a sua volta, altrettante analoghe e irrituali proroghe in favore degli addetti alla segreteria organizzativa, i cui dipendenti comunali (ovviamente di Succivo!) venivano pagati con fondi dell’Ambito (in aggiunta allo stipendio comunale) in aperto contrasto con quanto previsto dalle Linee Strategiche della Regione Campania (che invece fanno obbligo di utilizzare per le finalità dell’ambito, a tempo parziale e non, i dipendenti comunali, già pagati dal comune medesimo). E su questo mi riservo di conoscere il parere della Corte dei Conti.
Mi riferisco altresì al disappunto e alla sfiducia all’epoca palesata nei confronti del coordinatore Verrengia (prescelto e fortemente voluto dall’ex sindaco Papa), che per il delicato ed importante ruolo cui era deputato, non riusciva a garantire la sovraintendenza alle necessarie attività per il normale funzionamento dell’Ufficio di Piano (chiusura ingiustificata dell’Ufficio di piano negli orari di apertura; richieste ufficiali, mai evase, avanzate sia dai Funzionari che dagli Assessori dei Comuni aderenti all’Ambito per ottenere copie di atti e di tutti i regolamenti approvati dal Tavolo; impossibilità di comunicare anche telefonicamente con la Segreteria designata; completa inesistenza del sito informatico seppur previsto dalle normative vigenti. Né il medesimo Coordinatore ha mai sollevato problematiche di sorta agli organi incaricati così come recita il punto 2 dell’incarico stipulato il 16/5/2007 e l’articolo 10 lettere b-d-e-h “Parte terza: Aspetti organizzativi del regolamento approvato con verbale n.55 del 4/4/2003. Giova qui ricordare all’amico Marsilio e all’ex sindaco Franco Papa che tutte le suindicate criticità sono state evidenziate anche dalla Regione Campania in una nota del 22.07.2009 a firma del dirigente del settore attività sociali, dottor Antonio Oddati.
E neanche può sfuggire al dottor Verrengia e a Franco Papa che a seguito di questa nota regionale fummo convocati con urgenza, in data 28.07.2009, presso gli uffici regionali per dare conto al dottor Oddati delle ragioni di tutte queste criticità. Ragioni che, a ben vedere, non hanno mai preso corpo, non essendo riusciti né l’allora sindaco Papa né l’allora coordinatore Verrengia a fornire alcuna valida giustificazione all’andazzo di cui sopra. Come pure mi riferisco alla nota regionale risalente al 13/07/2010 (rinnovata il 21.03.2011) ed indirizzata ai succitati presidente e coordinatore, nella quale l’Ente Regione richiedeva un’integrazione (di ben tredici punti) in formato cartaceo e digitale del Piano di Zona triennale, in applicazione del I Piano sociale regionale, riscontrata solo dopo la fine del mandato Papa-Verengia!?
Parimenti, va detto che sempre la Regione Campania, tramite il Dott. Casella in qualità di responsabile dell’Area Assistenza Sociale, faceva presente che dal 15/3/2011 non erano state rendicontate dal Coordinatore dell’Ambito C3 e dai relativi responsabili diverse annualità e nello specifico: il 9,39% della III annualità, il 19,45% della IV annualità, il 35,63% della V annualità e addirittura le intere VI e VII annualità. Anche di tutto ciò la Regione Campania non ha mai ricevuto atti di rendicontazione fin dal lontano Giugno 2009 (ultima rendicontazione incompleta della V annualità). E cosa dire poi della determinazione dirigenziale nr. 26 del 08.06.2010, a firma del dottor Verrengia, con la quale si è proceduto alla liquidazione in favore di soggetti “esterni” all’Ambito di somme per un percorso formativo di un monte ore per “mediazione penale minorile”!?Ebbene mi trovo ancora oggi a domandarmi:come è stato possibile ricorrere a soggetti “esterni” se è vero, come è vero, che tale attività era riservata esclusivamente ai dipendenti pubblici? E, ammesso che fosse stato possibile a ciò derogare, con quali criteri risulta fatta la scelta dei beneficiari? Qualcuno dei quali, guarda caso, di Succivo!
“Dulcis in fundo”, dal verbale del Coordinamento Istituzionale dell’Ambito C3 numero 4 del 27/05/2010 si evince che addirittura i contratti relativi all’affidamento dei servizi, sono stati negligentemente firmati “successivamente” o “durante” l’erogazione degli stessi, circostanza da me rilevata e fatta verbalizzare nella seduta del 27.05.2010 (verbale numero 4), senza mai avere alcun chiarimento in merito!!! Ma vi è di più ovvero vi sono agli atti le determine n.62 del 28/12/2010 e n.33 del 23/7/2010, a firma del Coordinatore, riguardanti più proroghe dei servizi precedentemente appaltati, rispetto alla medesima annualità, e ciò in totale contrapposizione a quanto recita l’articolo 23, comma 2, della legge numero 62 del 2005. Proprio il frequente e inusuale ricorso alla proroghe, e quindi l’assenza di gare pubbliche, ha costretto i singoli comuni a ricorrere ai propri fondi di bilancio per garantire quei servizi che invece doveva assicurare l’Ambito C3.
Ecco, amico Marsilio, quali sono le vere e storiche ragioni delle critiche che ancora oggi il Comune di Sant’Arpino ritiene di dover muovere alla gestione dell’Ambito C3. E solo chi ha una memoria più corta della sua stessa onestà mentale può ignorare queste cose e imputare le scelte trasparenti e obiettive del Comune di Sant’Arpino a subdoli fini speculativi, che non appartengono a chi scrive, come pure non appartengono al sindaco Eugenio Di Santo.
Salvatore Lettera (Assessore del Comune di S.Arpino alla Legge 328/2000)

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