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“Nu turco napoletano” sbarca a Recale

 RECALE. A chiudere un percorso ideale nel teatro classico napoletano, sabato 3 settembre, alle 20.30, nel parcheggio di via Roma, a Recale, nell’ambito del festeggiamenti in onore del Sacro Cuore, …

… la compagnia teatrale “IE comunIEtà”, diretta da Gabriele Di Maio, porterà in scena, con il supporto spirituale del parroco Silvio Verdoliva, “Nu turco napoletano”, commedia brillante in tre atti di Eduardo Scarpetta. Il gruppo “IE comunIEtà” ormai vanta un’esperienza decennale per quel che riguarda le commedie scarpettiane, e anche quest’anno propone una rappresentazione che attinge da quella cultura.

«La commedia che portiamo in scena – esordisce il regista Di Maio -, è risultata essere molto complicata, sia per il copione caratterizzato da un dialetto napoletano molto antico, sia per la messa in scena, perché molti di noi conoscono il film di Mattoli che è completamente diverso dal copione teatrale dello stesso Scarpetta, per cui correvamo il rischio di riprodurre le scene di Totò». Il tema principale è la gelosia che attanaglia la vita dell’uomo, accompagnato da quella sensazione di possessività dell’altro, che pur essendo la commedia datata 1888, non risulta che essere attuale, visto che molti dei delitti di oggi sono legati al movente della gelosia, ma la farsa di Felice Sciosciammocca ci farà riflettere sul tema con un pizzico di leggerezza e di ilarità. «Lo spettacolo – prosegue Di Maio – sarà costituito da un corpo centrale che è quello degli attori che cercheranno di divertire il pubblico e da un corpo di ballo costituito da tutti i ragazzi dell’oratorio del SS. Salvatore. Gli atti saranno introdotti da coreografie e recita di prosa, interpretate da ragazzi che hanno dai 7 ai 17 anni».

Note di merito vanno alle scenografie curate nei minimi particolari dal gruppo scenografico e a quello delle coreografie, entrambi della stessa compagnia, così come non si possono non ricordare le costumiste della compagnia che hanno realizzato i costumi con la massima attenzione e la minima scrupolosità, realizzando abiti ben rifiniti e ambientati alla perfezione all’epoca del 1888. «Il risultato – conclude il regista – non sarà altro che un manifestare a tutta la comunità recalese quello che è il vivere la comunione fraterna, unica e vera motivazione per la quale noi facciamo teatro da ben 13 anni».

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