Italia

Manovra, scontro nella maggioranza. Berlusconi incontrerà “frondisti”

Tremonti-CrosettoROMA. Nelgoverno va avanti,non senza difficoltà,la partita sugli interventi da inserire nella “manovra di Ferragosto” mentre la crisi dei mercati non ammette pause e continua a erodere giorno dopo giorno valore alle Borse di mezzo mondo.

PENSIONI. La maggioranza non deve solo mediare con l’opposizione ma anche con le diverse anime al suo interno. E qui i problemi aumentano. Il tema centrale sembra essere diventato quello delle pensioni. Nel Pdl si è aperta la fronda guidata dal sottosegretario Guido Crosetto che vuole innalzare l’età pensionabile. Un’idea che tuttavia continua a non stare bene alla Lega. Crosetto e altri esponenti del Pdl presenteranno martedì prossimo le loro proposte di modifica della manovra al segretario del Pdl Angelino Alfano nella speranza di poter convincere l’alleato Lega Nord a rendere più stringenti le norme su quelle di anzianità. “Martedì facciamo le nostre proposte ad Alfano e poi il partito deciderà”, ha detto il sottosegretario.

DA 58 A 63 ANNI DI ANZIANITA’. La manovra di Ferragosto, con cui il governo ha riscritto quella approvata in luglio anticipando di un anno il pareggio di bilancio al 2013, è stata criticata dagli economisti per essere troppo sbilanciata sul lato delle entrate e per prevedere poche misure strutturali sul fronte della spesa in grado di liberare risorse per il rilancio dell’economia. A difesa dello status quo previdenziale si è schierata la Lega Nord, ma Crosetto è convinto che possa ancora essere convinta a rivedere la sua posizione. “Penso che i ragionamenti si possano fare con tutti”. L’idea del sottosegretario alla Difesa, e di un’altra manciata di esponenti del Pdl, è di intervenire sulle pensioni di anzianità innalzando anche drasticamente l’età media dagli attuali 58 anni agli standard europei di 63 anni.

CROSETTO CONTRO TREMONTI. Intanto a rinfocolare il clima all’interno del governo ci pensa ancora Crosetto, che in un’intervista rilasciata al settimanale “A” si è scagliato, e non è la prima volta, contro il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. “Doveva affrontare con coraggio l’emergenza e invece oramai non parla più, non ascolta più e lascia l’Italia sprofondare nelle sabbie mobili”, ha detto Crosetto. “Giulio Tremonti vive barricato nel bunker, asserragliato nel ministero di via XX settembre incapace di confrontarsi e di mediare”. Insomma, “Tremonti è sempre più solo e sempre più ostaggio dei burocrati del ministero del Tesoro. I provvedimenti di questa manovra, che rischia di metterci definitivamente al tappeto, mica li ha scritti lui. Li hanno scritti i ‘tecnici’ di via XX settembre. E il contributo di solidarietà non è figlio della penna di Tremonti”.

LEGA: “PENSIONI STANNO BENE COME STANNO”. Roberto Calderoli, però, smentisce che, sulle pensioni, si sia riaperta la partita tra Pdl e Lega. “Non c’è nessuna apertura sulle pensioni, le pensioni stanno bene come stanno”, ha chiarito il ministro per la Semplificazione normativa, parlando con i giornalisti poco prima di lasciare Calalzo di Cadore dove giovedì ha pranzato con i ministri Bossi (in canotta) e Tremonti.

BERLUSCONI APRE A CASINI SU QUOZIENTE FAMILIARE. “Terremo conto di tutti i suggerimenti che ci sono giunti dalle opposizioni”, ha promesso il premier Silvio Berlusconi, con particolare riferimento all’introduzione del quoziente familiare proposto dal leader del terzo polo, Pier Ferdinando Casini. Così scrive Barbara Romano sull’edizione odierna di Libero.

E SILVIO DA’ RAGIONE AI FRONDISTI: “FAREI IL VOSTRO STESSO CASINO”. Ma il premier non è sordo alle proteste della fronda antitremontiana del Pdl. Sempre Libero scrive che il Cavaliereascolterà anche i liberal del suo partito: “Voi siete quelli nei quali mi riconosco di più”, avrebbe confidato a uno di loro. E li ha affidati ad Alfano, che è ancora all’estero. Ma appena rientrerà dalle ferie, già lunedì, incontrerà i frondisti guidati da Antonio Martino e Guido Crosetto, che gli presenteranno un loro pacchetto di modifiche alla manovra aggiuntiva. Il premier non ce l’ha con i ribelli, anzi, dà loro ragione. Soprattutto sulla battaglia contro il contributo di solidarietà. “La supertassa io non la volevo”, avrebbe giurato, scrive Libero,ad alcuni giacobini antitremontiani, “me l’hanno imposta la Banca d’Italia assieme ai sindacati. E anche Confindustria non si è opposta”. Quindi, al di là della presa di distanza ufficiale, il Cav non ha nessuna intenzione di punire un’iniziativa che non giudica affatto di rottura. “Anzi, se non fossi il capo del governo, lo farei io tutto il casino che state facendo voi”, avrebbe detto Berlusconi a uno dei frondisti, che gli hanno spiegato la bontà delle loro proposte assicurandogli che mai nessuno ha pensato di dividere il partito e di tradire il leader.

ROMANO: “DIMEZZARE PARLAMENTARI”. ”Dimezzate il numero dei deputati e senatori”. E’ la proposta lanciata dalle colonne del “Corriere della Sera” da Sergio Romano che interviene sulla distanza tra Palazzo e Paese, alla luce di quanto avvenuto in Senato mercoledì, quando un’aula semideserta ha accolto l’incardinamento della Manovra. ”Un peccato veniale” lo definisce l’ex ambasciatore, davanti a cui ”in altre circostanze avremmo sorriso e perdonato. Ma oggi fatichiamo a capire”. Perché oggi ”il vero problema è quello della totale insensibilità di una larga parte del ceto politico per i sentimenti e gli umori del Paese”. Davanti ”all’insofferenza” degli italiani, ”inasprita dalla congiuntura economica”, per Romano serve in tempi rapidi una ”Manovra democratica”, ”un pacchetto di misure che serva a spegnere i sentimenti di rabbia e disprezzo che molti italiani provano per i loro rappresentanti”.

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