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Gmg, il Papa a Madrid. Protesta degli “indignados”

Benedetto XVIMADRID.E’ iniziata ufficialmente la 26esima Giornata mondiale della gioventù, con l’arrivo di Papa Benedetto XVI a Madrid, in Spagna.

Il Pontefice è stato accolto da re Juan Carlos di Borbone, dalla regina Sofia e dal presidente della Conferenza episcopale spagnola, cardinale Antonio Maria Rouco Varela. Sulla pista dell’aeroporto lo attendevano anche alcune migliaia di giovani pellegrini cattolici a Madrid per la Giornata Mondiale della Gioventù, che hanno acclamato il Papa, sventolando bandiere del Vaticano e della Spagna. Per Benedetto XVI è la terza visita in Spagna dall’inizio del suo pontificato, la seconda in meno di 10 mesi dopo quella del novembre scorso a Santiago de Compostela e Barcellona.

“La scoperta di Dio rianima i giovani e apre i loro occhi alle sfide del mondo: superficialità, consumismo ed edonismo imperanti, tanta banalizzazione nel vivere la sessualità, tanta mancanza di solidarietà, tanta corruzione”,ha detto il Papa appena arrivato nella capitale spagnola. “I giovani non sono soli”, ha aggiunto, e “per me è una immensa gioia ascoltarli, pregare insieme e celebrare l’Eucaristia con loro”.

Per i ragazzi “certamente non mancano difficoltà” in ogni parte del mondo: “tensioni e scontri con spargimento di sangue”, “giustizia e valore della persona umana”, “sottomessi a interessi egoisti, materiali e ideologici”, “ambiente e natura non sempre si rispettano”; c’è “difficoltà a trovare un lavoro degno” e giovani vivono senza sicurezza. Ci sono poi “discriminazioni” contro chi ha fede.

Alla vigilia dell’arrivo del Ponteficie, gli”indignados” hanno protestato contro i presunti costi della Giornata Mondiale della Gioventù, ingaggiando scontri, durati tutta la notte, con la polizia. La Radio Vaticana ha pubblicato un intervento per replicare alle ragioni della protesta e sostenere che i costi dell’evento sono a carico della Chiesa. “Il portavoce del governo spagnolo, José Blanco, ha ribadito che allo Stato l’evento non costerà nulla e che il peso ricade sulla Chiesa, sui pellegrini stessi e su alcuni patrocinatori privati. Le spese per la sicurezza – ha detto – sono quelle che riguardano qualsiasi altra manifestazione, comprese quelle degli indignados”, spiega l’emittente vaticana.

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