Italia

Bersani: “Sì al confronto, ma Berlusconi deve andarsene”

Pier Luigi BersaniROMA.Il giorno dopo la riunione fra governo e parti sociali, durante la quale il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha annunciato entro settembre un patto per affrontare la crisi,

… il Partito Democratico conferma di essere pronto al confronto con tutte le forze politiche e sociali su “cinque cose da fare prima di ogni altra”, ma prima, avverte il segretario nazionale Pierluigi Bersani in una lettera al quotidianoIl Sole 24 Ore, occorre “un cambiamento di Governo”. Per il leader dei democraticile cinque priorità sono: “Riforma della pubblica amministrazione”, riforma fiscale, liberalizzazioni, politiche industriali, correzione della manovra, fermo il vincolo del pareggio”. Per Bersani, “se c’è un un gesto di consapevolezza di chi governa, se c’è un passo indietro, noi siamo pronti a prenderci la responsabilità di uno sforzo comune. Siamo sempre pronti ad inchinare al tricolore la nostra bandiera”.

LETTA: “DIMISSIONI BERLUSCONI SONO PRIORITA'”. Sulle altre colonne del quotidiano L’Unità, invece, il vicesegretario del Pd, Enrico Letta, ritiene che la priorità sono le dimissioni di Berlusconi. “I mercati hanno ribadito l’assoluta mancanza di credibilità di questo governo e di questa maggioranza. – dice Letta – L’Europa e i mercati sono entrati in fibrillazione quando hanno capito che l’Italia è come una barca senza timoniere che sta andando sugli scogli”. Letta non concorda con la tesi del leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, per il quale è inutile chiedere le dimissioni di Berlusconi perché tanto non lo farebbe mai.Per il numero due dei democratici, “per dare sicurezza ai mercati bisogna che ci sia un nuovo governo entro Ferragosto. La settimana prossima dobbiamo essere tutti a Roma per le consultazioni per un nuovo governo”. Secondo Letta, “c’è bisogno di un governo ‘super-Ciampi’, politico e di larga intesa”.

SACCONI: “GOVERNI TECNICI NON FANNO BENE AL PAESE”. Ma i governi di unità nazionale per il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, non rappresentano una soluzione. Nel corso della trasmissione Radio Anch’io, in onda su Rai Radio Uno, l’esponente dell’esecutivo ha spiegato: “Io non credo ai governi tecnici o di unità nazionale, perché hanno alimentato la spesa pubblica e hanno esaltato la non responsabilità di ciascuno”. Secondo Sacconi, quindi, serve responsabilità senza confusione di ruoli. E ha sottolineato: “Berlusconi per primo si è rivolto all’opposizione chiedendo coesione nazionale e responsabilità, senza confusione di ruoli”. Per Sacconi “questo è il momento di assumere decisioni, che non sono decisioni facili”. Occorre, ha osservato Sacconi, “seguire un percorso che sia allo stesso tempo di rigore e di crescita e la crescita – ha evidenziato – non si fa nè con le tasse, né con tagli aggiuntivi, nè con la spesa pubblica”. Ma,ha aggiunto il ministro, “la si realizza facendo convergere tante volontà politiche, istituzionali, degli attori economici e degli attori sociali. Ed è ciò a cui stiamo lavorando, ora per ora, senza ferie”.

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