Italia

Berlusconi bacchetta Bossi: “L’Italia c’è e ci sarà sempre”

Berlusconi-BossiROMA. La manovra scuote gli equilibri nella maggioranza. Il Pdl, alle prese con l’acceso confronto interno tra ‘frondisti’ e ‘governativi’, concentra la sua rabbia sulla Lega Nord.

E non è un caso che Silvio Berlusconi con una nota abbia preso le distanze da Umberto Bossi che ieri ha espresso ‘dubbi’ sulla tenuta del Paese: “Mi spiace, questa volta, di non essere d’accordo con il mio amico Umberto – afferma il premier – Sono profondamente convinto che l’Italia c’è e ci sarà sempre”. Ma al di là delle dichiarazioni ufficiali, il Cavaliere è irritato per la mancata apertura dei ‘lumbard’ sul ritocco delle pensioni e li ha sfidati su un terreno neutro. La speranza è che questa volta il pressing sull’alleato vada a buon fine e che si possa aprire una trattativa. Su questo è al lavoro Angelino Alfano. Il neosegretario del Pdl. I ‘frondisti’ non mollano la presa e riscuoto sempre più simpatie tra i colleghi.

Per il senatore Lucio Malan “ci sono capigruppo, ministri ecc. E ben oltre il 50 per cento del partito non voterebbe a scatola chiusa questa manovra”. Giorgio Stracquadanio, senza mezzi termini, definisce il provvedimento “inefficace e da cambiare perché repressivo”. E per questo Alfano incontrerà i ‘frondisti’; subito dopo, mercoledì, toccherà ai rappresentanti degli enti locali. Il neo-segretario, in tempi strettissimi, avraà il compito di sintetizzare le loro proposte ma, soprattutto, evitare strappi in vista del voto in Aula. Per ora il Pdl si sta ricompattando: sotto accusa c’è la Lega, vista come il freno ai ritocchi richiesti. Tra alcuni parlamentari si sottolinea con soddisfazione il tempismo con cui l’Udc abbia invitato “il presidente del Consiglio a respingere il ricatto della Lega” sulle pensioni e abbia proposto in cambio “i voti necessari in Parlamento per approvare il decreto”.

Intanto, Pier Luigi Bersani, nel giorno in cui la manovra approda alla commissione Bilancio del Senato, rilancia in un’intervista alla Stampa gli emendamenti che il Pd presenterà al decreto, a cominciare dalla “terapia d’urto” contro l’evasione fiscale e dalla difesa a spada tratta delle pensioni (“è ora di smetterla di cavar soldi da lì per coprire il buco del giorno, per non toglierli agli evasori o a chi è sempre al riparo”). E sulle pensioni il Pd “è pronto a discutere”. Per il leader del Partito democratico, il piano del Pd “non va snobbato” e annuncia: “Non ci faremo intimidire da chi dice che non si può attuare”.

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