Esteri

Messico, da poliziotto a killer spietato: arrestato “Il Compare”

Oscar Oswaldo Garcia MontoyaCITTÀ DEL MESSICO.Sulla sua testa pesava una taglia da 5 milioni di pesos (400mila dollari): Oscar Oswaldo Garcia Montoya, 36 anni, alias “El Compayito” (il Compare), capo della feroce organizzazione criminale “La manos con ojos” (La mano con gli occhi), …

… è stato arrestato dalle forze speciali G60, a Talpalan, nella periferia sud della capitale messicana. Nei suoi 14 anni di carriera criminale Montoya, ex poliziotto ed ex caporale di Marina, per sua stessa ammissione, avrebbe ucciso e decapitato in prima persona almeno 300 persone, e ordinato l’omicidio di altre 300.

Ieri, nel giorno della riscossa della giustizia, il procuratore dello stato del Messico, Alfredo Castillo, in una conferenza stampa ha spiegato come Montoya stesse pianificando una nuova mattanza di 6 persone per il prossimo fine settimana. El Compayito avrebbe voluto uccidere tra sabato e domenica sei dei suoi uomini in odore di tradimento. Li avrebbe uccisi con le sue stesse mani ed avrebbe fatto filmare l’esecuzione, per poi distribuire i video alle tv.

La violenza efferata, segno distintivo della “Manos con ojos” nella guerra del narcotraffico, è stata la stella polare dell’intera esistenza di Montoya che, abbandonate le forze speciali della Marina messicana, era stato addestrato ad uccidere dal corpo dell’elite dell’Esercito guatemalteco “los Kaibiles”. Il suo debutto nelle fila del crimine organizzato era stato alle dipendenze dei fratelli del potente cartello Beltran Leyva, come sicario prima e successivamente come guardia del corpo e uomo di fiducia di Arturo Beltran Leyva e di Valdez Villareal, detto ‘La Barbie’.

Dopo la scissione del cartello Beltran Leyva, Montoya aveva creato la ‘La Mano con ojos’, il cui segno caratteristico era quello di sgozzare le vittime. E tra gli episodi di grande ferocia che si legano al nome di Montoya, conosciuto anche come Jesus Castro Serrano, c’è anche la strage della Marquesa, la zona in cui, nel 2009, vennero ritrovati 24 corpi smembrati. Nel corso dell’operazione che ha condotto alla cattura, è stata fatta un’irruzione, per errore, in casa del poeta Efrain Bartolomè. L’arresto di Montoya segue quello di Joè Antonio Acosta Hernandez, detto ‘El Diego’, criminale che aveva ammesso 1.500 omicidi.

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