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Dimissioni in massa dal Consiglio: cade l’amministrazione Scalzone

Il manifesto del PdCASTEL VOLTURNO.11 consiglieri comunali su venti hanno rassegnato in massa le dimissioni. Un’azione che potrebbe determinare lo scioglimento del Consiglio comunale e la fine dell’amministrazione guidata dal sindaco Antonio Scalzone.

Le dimissioni sono state presentate da sei consiglieri comunali di maggioranza, che nelle scorse settimane hanno messo a dura prova gli equilibri politici, raggruppatisi con i consiglieri di minoranza. Si tratta quindi di uno schieramento trasversale che ha preso corpo e forza in base anche alla posizione assunta dal consigliere Flavio Iovene che avrebbe scelto di non supportare, dopo la creazione del Mpa, l’amministrazione Scalzone.

Le motivazioni di tale scelta politica sono tante e da connaturarsi alla realtà territoriale: inchieste giudiziarie che stanno martellando da un anno sia il centrodestra che il centrosinistra; scelte politiche probabilmente legate alla gestione dell’area portuale del Villaggio Coppola, al Puc (ex piano regolatore generale) e a tante altre questioni inconciliabili e aperte che gravano sul territorio. Infine, la scelta dei nuovi assessori, Armando Coppola e Aldo Colamatteo, non ha fatto altro che inasprire i toni dello scontro politico e scontentato i “ribelli di Castel Volturno”.

Già di recente si erano verificati dei malumori all’interno della maggioranza. I consiglieri Antonio Spierto, Luigi Diana, Flavio Iovene, Armando Baiano, Umberto Sementini, Luigi Petrella, già sul caso della surroga del consigliere di minoranza Carmine Brancaccio fecero palesare la loro posizione, se non l’out out.

Ecco qui di seguito la nota di richiesta di dimissione degli 11 consiglieri che hanno sfiduciato il sindaco Antonio Scalzone, in cui si palesano le motivazioni:

“Le dimissioni contestuali della metà più uno dei consiglieri comunali del Comune di Castel Volturno: Spierto Antonio, Iovene Flavio, Gravante Giuseppe, Petrella Luigi Umberto, Brancaccio Carmine, Caprio Alfonso, Caterino Mosvaldo Luigi, Diana Luigi Daniele, Baiano Armando, Sementini Umberto, Iovene Alfonso, davanti al notaio Vincenzo Di Caprio, hanno mandato a casa l’amministrazione di centrodestra targata Scalzone.

I firmatari, considerato che la cittadinanza di Castel Volturno e le sue istituzioni democratiche versano ormai in uno stato di estremo degrado politico per responsabilità del sindaco e della sua Giunta;

che sempre più diffuso e radicato appare il malessere sociale, specie giovanile, derivante dalla mancanza di concrete prospettive di inserimento nel mondo produttivo dei tanti che vivono il dramma della disoccupazione;

che a tale stato di povertà sempre più diffuso nella cittadinanza i aggiunge, per inettitudine e l’approssimazione di chi amministra la cosa pubblica, il degrado sempre più accentuato della qualità dei servizi comunali;

che a fronte di tale grave congiuntura, il Sindaco e la sua Giunta, in definitiva, appaiono incapaci di ogni iniziativa politica e di intraprendere una seria programmazione di sviluppo e di rilancio socio-economico del paese, dimostrando, piuttosto, di vivere alla giornata rincorrendo il facile, provvisorio quanto vano, consenso con elargizioni di favori verso i singoli;

che lo stesso Sindaco e la sua Giunta hanno sempre sacrificato sull’altare del tornaconto e dell’equilibrismo politico il confronto sereno con altri gruppi di maggioranza e di opposizione, rifiutando a priori ogni proposta che questi hanno tentato di avanzare su alcuni problemi irrisolti del paese, pur di accontentare che di volta in volta, all’interno della maggioranza, si ergeva a tutela di interessi di parte;

che, in questo contesto, su di essi cade la pesantissima responsabilità di aver rifiutato finanche l’ipotesi di un dialogo su una seria prospettiva di programmazione per lo sviluppo del territorio, con ovvia ricaduta occupazionale e finanziaria per il Comune e per la cittadinanza;

che, in tale contesto di degrado, si devono inoltre registrare che il Sindaco e la Giunta municipale ormai da mesi non riscontrano alcuna maggioranza nel Consiglio comunale, al punto che ad oggi non si è potuto addivenire all’approvazione di atti fondamentali per la vita dell’Ente e che si è, di fatto, in una situazione di paralisi dell’organo si massima espressione democratica della collettività;

che ciò nonostante il Sindaco, lungi dal rassegnare responsabilmente le proprie dimissioni innanzi al Consiglio comunale, ritiene di dover mantenere in vita un’Amministrazione ormai priva di ogni legittimazione politica e popolare, con grave e irresponsabile danno per la collettività;

che, pertanto, è doveroso di ogni Consigliere comunale, fedele al mandato democraticamente ricevuto dagli elettori, assumersi le responsabilità politica e morale di ogni iniziativa utile a porre termine ad un’esperienza amministrativa che ha prodotto e continua a produrre nel paese una intollerabile situazione di degrado istituzionale, politico e sociale; che tale iniziativa essi ravvisano nelle loro contestuali dimissioni dal Consiglio comunale ai fini e per tutti gli effetti di legge, e in modo specifico per quelli dell’art. 141 coma 1/3 del D.Lgs. n. 267/2000, con contemporanea richiesta dell’intervento dell’Ill.mo Prefetto di Caserta, sulla scorta dei sopra esposti motivi di grave ed urgente necessità, per la sospensione immediata del Consiglio comunale e la nomina di un Commissario Prefettizio per la provvisoria amministrazione dell’Ente.

Tanto considerato, i sottoscritti rassegnano ai fini e per gli effetti di legge, con particolare riferimento alla precitata normativa, contestualmente e in maniera irrevocabile, le proprie dimissioni dalla carica di Consiglieri comunali di Castel Volturno e chiedono che il Sig. Prefetto di Caserta voglia, nel rispetto delle sue prerogative e competenze, in via d’urgenza, sospendere il Consiglio Comunale di Castel Volturno e nominare un Commissario Prefettizio per la provvisoria amministrazione della città”.

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