Caserta

Legge elettorale, LiberaMente Caserta contro il “porcellum”

da sin. Martusciello e PorfidiaCASERTA. Il movimento civico LiberaMente, che conta già diversi circoli in tutta la provincia di Caserta, è stato fra i primi ad accogliere l’invito del comitato referendario per l’abolizione dell’attuale legge elettorale e delle Province.

Il segretario provinciale Andrea Martusciello: “Saremo in campo già alla fine di Agosto organizzando gazebi per la raccolta firme. Tutti i nostri circoli saranno impegnati nelle proprie realtà con l’intento di dare un notevole contributo al raggiungimento delle 500mila firme entro il 30 settembre. L’attuale legge elettorale ha allontanato la politica ed i politici dai cittadini. Ha instaurato un sistema nel quale solo i lacchè, i servi del potere di Roma, possono sedere a far nulla in Parlamento. Vogliamo inoltre che le Province siano abolite dando maggiori poteri ai comuni ed alla regione. Basta con le promesse elettorali disattese; basta dare fiducia a chi ne aveva promesso l’abolizione. Il popolo sovrano, come ha dimostrato nelle ultime consultazioni referendarie, spingerà sulle riforme necessarie”.

Il portavoce provinciale di LiberaMente Lello Porfidia si sofferma sull’importanza della raccolta firme: “E’ uno straordinario strumento di partecipazione democratica. Solo il popolo, con la raccolta delle firme e la successiva consultazione referendaria, può colmare il deficit di una classe politica arenata nelle logiche spartitorie. La legge elettorale deve tornare alle preferenze per consentire al cittadino di premiare o bocciare il politico di turno. Le Province sono sempre più un carrozzone di incarichi ultrapagati e poco proficui. Sappiamo che il periodo estivo non giocherà a nostro favore per la raccolta firme ma abbiamo l’obbligo morale di impegnarci al massimo. E’ sbagliato attribuire bandiere partitiche a questa raccolta firme, la partecipazione democratica è un valore riconosciuto trasversalmente. Il silenzio dei maggiori partiti è colpevole ed i cittadini ne trarranno le conseguenze nella cabina elettorale”.

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