Casal di Principe - San Cipriano - Casapesenna

Il Coordinamento per il Riscatto incontra i cittadini

Francesco MartinoCASAL DI PRINCIPE. “Mentre i politici di professione si stanno godendo le ferie, grazie anche agli stipendi da nababbo che percepiscono, circa 14.500 euro, netti, al mese, noi incontriamo i cittadini e ascoltiamo i loro problemi”.

Lo affermano dal “Coordinamento per il Riscatto”, composto dall’avvocato Francesco Martino, Peppe Caterino, iI professor Pietro Petrillo, l’ingegner Nicola Di Filippo, Nicola Alfiero, Arturo Ciccarelli, Ubaldo Natale, Salvatore Monaco, Ortensio Capasso, Salvatore Quadrano, Nicola Nobis, Pietro Ferraiuolo, Luigi Fontana, Armando Celeste, Mario Pompa, Alfonso Diana, Rodolfo Di Puorto, Clemente Diana, Nicola Natale, Ubaldo Pompa e Franco Di Caterino.

La serie di incontri si è tenuta a Casapesenna, in piazza Petrillo, a San Cipriano, in via Acquaro, e a Casal di Principe, in piazza Padre Pio. “Il primo appuntamento – spiegano dal coordinamento – ha avuto come oggetto la discriminazione di un intero popolo, accomunato, ingiustamente, ad un clan malavitoso, per favorirne l’esclusione dalle opportunità di lavoro, con gravi ricadute sulla qualità della vita che si è concretizzata prima con una raccolta di firme e poi con la lettera aperta al ministro Maroni. Il secondo è stato contro Equitalia Polis, per le modalità aggressive di recupero crediti, che ha avuto il suo momento più significativo con la manifestazione del 24 giugno a Caserta. La terza contro le assicurazioni che stanno inviando migliaia di disdette, soprattutto ad automobilisti che non sono mai stati coinvolti in sinistri stradali, per costringerli a sottoscrivere nuove polizze a prezzi più elevati e con condizioni economiche più svantaggiose che partirà a settembre con la petizione popolare per la ‘Tariffa Unica Nazionale’ che prevede che il premio assicurativo sia vincolato solo all’attestato di rischio e non al luogo di residenza. A riprova della sensibilità alle problematiche vissute dai cittadini della vecchia ‘Albanova’, il Coordinamento per il Riscatto, evitando di speculare sulle disgrazie altrui, ha manifestato la propria solidarietà, alle famiglie delle vittime del lavoro, gli eroi silenziosi: Antonio Caterino, Raffaele Venditti, Sebastiano Marruso, Massimo Amato ed il cittadino di nazionalità rumena, tutti morti nel mentre cercavano di vivere onestamente e di cui purtroppo nessun politico di professione ed organo di informazione ha ritenuto di dover palare in modo approfondito per cercare di comprendere i motivi delle tanti morti bianche”.

L’avvocato Martino, a nome del coordinamento, commenta: “Siamo vicini e manifestiamo la nostra solidarietà a quei cittadini che, colpiti dalla crisi economica, non possono permettersi il lusso di andare in ferie, perché si devono preoccupare di risparmiare i soldi per pagare tasse e tributi allo Stato ed agli Enti locali. Cittadini sono costretti a sopportare vessazioni e soprusi dalla criminalità organizzata e da uno Stato che pretende il pagamento di esosi tributi senza garantire al popolo adeguati servizi. Siamo soddisfatti del lavoro svolto finora, perché riscontriamo nella popolazione un sincero interesse per le iniziative promosse dimostrato dal fatto che rimane ad ascoltare fino a tarda ora. La gente, soprattutto quella povera ed indifesa, capisce chi lotta per difenderla e chi invece specula sulle altrui disgrazie e parla male o si vergogna dei propri compaesani per incassare contributi economici statali o regionali che dovrebbero essere utilizzati per finanziare iniziative in favore di quelli che soffrono ed invece, finora, non hanno avuto alcuna ricaduta positiva sulla popolazione del nostro territorio ma sono serviti solo ad alimentare le casse di associazioni onlus. Spesso sono proprio costoro i peggiori nemici della nostra popolazione ed i critici più subdoli delle nostre iniziative, forse perché temono che la gente si possa risvegliare dal letargo nel quale è stata mandata e riesca, finalmente, a comprendere che chi non ama e non difende, energicamente, i propri conterranei non merita alcuna stima da parte delle istituzioni e dei cittadini”.

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