Campania

Melania, il 22 agosto si decide su scarcerazione Parolisi

Salvatore Parolisi e Melania ReaNAPOLI. Lunedì 22 agosto al Tribunale del Riesame dell’Aquila si deciderà sulla scarcerazione o meno di Salvatore Parolisi.

A fissare la data è stato questa mattina lo stesso tribunale, presieduto da Giuseppe Romano Gargarella. L’istanza di scarcerazione del caporalmaggiore dell’Esercito era arrivata nella cancelleria del tribunale nella mattinata del 13 agosto.

Parolisi, in carcere dal 20 luglio scorso accusato di aver assassinato la moglie, Melania Rea, 29enne di Somma Vesuviana (Napoli), trovata morta nel bosco di Ripe di Civitella, finora si è avvalso della facoltà di non rispondere sia davanti al Gip di Ascoli Piceno che a quello di Teramo.

Secondo quanto annunciato dai legali del militare di Frattamaggiore (Napoli), Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, il loro assistito risponderà alle domande dei giudici del Riesame. “Parolisi è pronto per l’udienza davanti al Riesame. Farà dichiarazioni spontanee per dire che è innocente”, ha riferito l’avvocato Biscotti dopo essere uscito dal carcere di Teramo dove è rinchiuso il suo assistito.“Abbiamo lavorato sulle carte insieme a Parolisi, – ha aggiunto il difensore dell’indagato – le abbiamo lette insieme ed abbiamo discusso i punti non corretti, non veritieri e fantasiosi”.In quell’occasione, i legali presenteranno una memoria difensiva.

Intanto, una soldatessa del 235° Reggimento Ascoli, dove Parolisi lavora come istruttore, si sfoga, anche a nome delle colleghe, sulle colonne di GrNet.it, portale di informazione indipendente su Sicurezza, difesa e giustizia, smentendo le pesanti allusioni su abusi, ricatti (anche di tipo sessuale), e comunque di attività illecite avvenute all’interno della caserma “Clementi”. “Nessuna mia collega si è mai lamentata di questi fatti, se fosse accaduto qualcosa del genere ne avremmo parlato”, dice la soldatessa. Che parla anche di Parolisi: “Era uno degli istruttori della mia compagnia, anche se non era il mio diretto istruttore. – racconta – Perciò ho vissuto i miei 90 giorni anche con lui. Non ho invece mai conosciuto la sua amante, Ludovica Perrone. Personalmente – aggiunge – ho un bel ricordo di Parolisi, si comportava normalmente con noi, certo era duro e severo come tutti gli istruttori, ma quando ci spiegava le lezioni era molto bravo e preciso. Teneva molto alla sua squadra, e al plotone a cui apparteneva. Manteneva sempre però una certa distanza da noi, come tutti gli istruttori, ovvero capitava il momento in cui ci ritrovavamo a bere il caffè alle macchinette perciò sia con lui che con gli altri istruttori si scambiavano due parole, tranquillamente, ma non si sono mai esposti, e non ci hanno mai fatto delle avances. Su questo – assicura la soldatessa – erano sempre molto rigidi”.

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