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Caldoro diffamato sul web: Cosentino rischia il processo

Cosentino e CaldoroNAPOLI.L’ex sottosegretario all’Economia e coordinatore campano del Pdl,Nicola Cosentino, rischia difinire sotto processocon l’accusa di diffamazione …

… per avere tentato di screditare la reputazione dell’attuale presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, prima di essere scelto come candidato del Pdl alle regionali. È quanto emerge dall’atto di chiusura indagini della Procura di Roma sulla cosiddetta “P3”.

Il politico di Casal di Principe, insiemeall’imprenditore Flavio Carboni e ad Arcangelo Martino, ex assessore comunale di Napoli, e all’ex giudice tributario Pasquale Lombardi, avrebbero diffuso, secondo l’accusa, “a mezzo internet false notizie di contenuto diffamatorio” nei confronti di Caldoro. “In particolare facevano pubblicare un articolo su un blog che riferiva della frequentazione di transessuali da parte dell’attuale presidente della Regione Campania”, si legge negli atti.

Intanto, l’indagine sulla P3 del procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo e del sostituto Rodolfo Sabelli si è chiusa. Si attendono, dunque, gli avvisi di garanzia. Nel registro degli indagati, oltre al nome del coordinatore del Pdl Denis Verdini, del senatore e fedelissimo di Berlusconi, Marcello Dell’Utri, e del sottosegretario alla Giustizia, Giacomo Caliendo, anche quelli di molti magistrati e di politici locali, tra cui lo stesso Cosentino e il governatore della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci.

Secondo i magistrati, la”loggia”si reggeva su tre personaggi chiave: il faccendiere Flavio Carboni, l’imprenditore Arcangelo Martino e il magistrato tributarista Pasquale Lombardi, tutti e tre arrestati l’8 luglio del 2010 e che ora vanno verso la richiesta di rinvio a giudizio, prevista tra circa un mese.

Cinque i filoni in cui si è divisa l’enorme inchiesta condotta dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Roma. Iniziata con alcune indagini sull’affare dell’eolico in Sardegna, su cui sono stati fatti molti altri accertamenti. Capitolo, questo, che coinvolge Verdini e Cappellacci e che potrebbe riservare novità. Che peraltro sono attese pure per la vicenda del contenzioso fiscale della Mondadori: episodio sul qualela presunta”loggia”avrebbe tentato di evitare che la causa con l’Erario della casa editrice della famiglia del presidente del Consiglio Silvio Berlusconifinisse davanti a magistrati “troppo rigidi”. Obiettivo riuscito: si strappò il rinvio alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione.

Poi il falso dossieraggio su Stefano Caldoro, per cercare di screditare la candidatura, attraverso false notizie su presunte frequentazioni sessuali, di quello che oggi è il governatore della Campania. Tra gli elementi di indagine anchela questione dell’esclusione della lista Formigoni dalle amministrative in Lombardia e le pressioni esercitate su moltissimi magistrati per cercare di sapere con anticipo come la Corte Costituzionale avrebbe deciso sul Lodo Alfano.

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