Aversa

Strisce blu, Capasso: “Per la nuova gara non si ricorra a deroga del CdS”

Rosario CapassoAVERSA. “In futuro apriamo gli occhi e facciamo che la prossima gara per l’affidamento della sosta a pagamento venga espletata senza ricorrere alla deroga del codice della strada (impropriamente) attribuendo alla città di Aversa una rilevanza architettonica particolare”.

Questo, in sintesi, il contenuto del comunicato firmato dal consigliere comunale indipendente Rosario Capasso. Intervenendo sulla questione del contratto rescisso dall’amministrazione con la società concessionaria del servizio di sosta a pagamento e tutto ciò che sta movimentando l’estate cittadina più del prossimo incerto voto al bilancio, l’esponente politico scrive: “Adesso sembra di sparare sulla croce rossa: ma così non è. L’avevamo detto ma non ci hanno ascoltato. Ci hanno tacciato quasi come se fossimo stati degli eretici ma purtroppo il tempo che è il galantuomo dei galantuomini (ci ha dato ragione)”.

Capasso premette: “L’associazione temporanea di imprese Consorzio Urbania vivere la città/Icaro consorzio cooperative sociali, in virtù del contratto (attualmente risolto) oggi è affetta da una risoluzione anticipata (del contratto di durata quinquennale), causa la cosiddetta informativa antimafia atipica emessa dalla prefettura di Caserta in data 12.07.2011 nei confronti della s.r.l Smart Projet (società facente parte dell’Ati).Tale misura interdittiva non postula l’accertamento probante di un evento criminoso come condizione di procedibilità, ma il pur minore e allo stesso modo preoccupante fenomeno di possibile evenienza che la ordinaria attività di impresa possa essere svolta in asse con gli interessi criminali. In virtù della quale, si inibisce il protrarsi dell’attività di azienda”. “E, fin qui – osserva il consigliere – quasi tutto normale”. “Ma – aggiunge – l’opinabilità nel bilanciamento degli interessi che induce la pubblica amministrazione a mantenere in essere il contratto fino alla prossima gara mi rende perplesso. Pur consapevole dell’orientamento prevalente della Corte di legittimità che, quando parla di “facoltà”; e cioè di un (così definito da Cass. civ. SS.UU. n.391/2011) “irrinunciabile potere autoritativo di valutazione discrezionale” dei requisiti del contraente al fine del mantenimento in vita del contratto può indurre la pubblica amministrazione a procrastinare e/o congelare gli effetti contrattuali”.

“Nonostante tutto, delle riflessioni vanno fatte – dice il consigliere – specialmente in ordine alla proposta di deliberazione (che forma parte integrante della delibera di risoluzione anticipata del contratto) la quale, al punto 11, recita: una immediata e brusca interruzione (forse si è incorsi nell’errore di pensare che il contratto fosse una macchina), del primario servizio che trattasi, costituente elemento complementare e funzionale alla viabilità cittadina, potrebbe determinare inevitabili disagi (potrebbe o determina non si capisce) connessi al mancato controllo della sosta regolamentare con l’inevitabile riduzione della rotazione dell’uso degli spazi pubblici cioè destinati nonché l’incremento della sosta selvaggia connesso alla mancata costante disponibilità, assicurato dal rapporto contrattuale in essere, del servizio di rimozione coatta e blocco dei veicoli”.

“Al di là dei miei limiti – continua Capasso – risulta difficile capire il significato del punto 11, della proposta di delibera. Si dice tutto il contrario di tutto, si contraddice da solo”. “Mi sembra più giusto e ragionevole il commento del primo cittadino che, consapevole che la misura interdittiva emessa dalla prefettura non è l’ultima parola, spiega che la prosecuzione del contratto è dovuta a salvaguardia dei posti di lavoro affinché non si pregiudichi nessuno e in sub ordine lascia alla giustizia amministrativa la risoluzione della problematica”, scrive Capasso. “In ultimo, – conclude Capasso – e non per questo meno importante, auspico che la prossima gara per l’affidamento della sosta a pagamento venga espletata senza ricorrere alla deroga del codice della strada (impropriamente) attribuendo alla città di Aversa una rilevanza architettonica particolare”.

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