Aversa

Faida nel Pdl fra la “triade aversana” e Polverino

Domenico Ciaramella e Pasquale GiulianoAVERSA. “La triade ex Fi vuole far fuori gli alleanzini. Ciaramella, Giuliano e Golia contro Polverino che vuole imporre il suo candidato a sindaco”.

Questo il profetico titolo di martedì scorso. Ieri mattina, infatti, il sindaco di Aversa Mimmo Ciaramella ha messo in atto l’input pervenuto dai vertici provinciali del Popolo della Libertà che è andato avanti noncurante dell’avvertimento del vicecoordinatore provinciale Gennaro Coronella che ha rivelato anche che la sede provinciale del partito a Caserta è chiusa da mesi e che le decisioni qualcuno le adotta in solitudine. Insomma, dietro alla doppia revoca delle deleghe ai due assessori ex Alleanza Nazionale Gino Della Valle e Giampaolo Dello Vicario c’è la grande partita della candidatura a sindaco di Aversa dopo il doppio mandato di Ciaramella che governa la città normanna dal 2002.

Gli ex alleanzini vogliono imporre il nome di Dello Vicario, ma la loro forza all’interno del partito non è tale da far passare il nome dell’avvocato aversano, figlio d’arte. Per scongiurare qualsiasi pericolo, però, i lealisti ex Forza Italia, Pasquale Giuliano e Nicola Golia in testa, vogliono fare in modo che gli ex alleanzini, per quanto si dovrà andare a decidere le candidature non devono proprio esserci. Più volte il senatore pidiellino aversano avrebbe affermato che “se si continua così non candiderò nessuno degli ex di Alleanza Nazionale”.

Sulla stessa scia il coordinatore cittadino del partito e vicepresidente dell’amministrazione provinciale di Caserta, Nicola Golia, che, da anni, da quando c’è stata la fusione tra Fi e An, non ha mai nascosto il proprio “razzismo politico” per gli ex alleanzini, quei “guagliuncielli” che, quando Golia, in accoppiata con Peppe Sagliocco, era contro Ciaramella appoggiavano quest’ultimo.

Giuliano e Golia oggi vogliono avere le mani libere nella scelta del candidato a sindaco per il centrodestra ad Aversa. C’è chi dice che sarà lo stesso Golia a cercare di succedere a Ciaramella. Ma nulla è ancora certo anche perché gli alleati battono cassa dopo aver atteso per dieci anni di poter fare un proprio nome. In questo senso, in primo luogo ci sarebbero esponenti dell’Udc che giustamente potrebbero anelare a quella candidatura a primo cittadino.

Il rischio, comunque, è quello di presentare un centrodestra diviso con il pericolo concreto di consegnare la città ad un centro sinistra che potrebbe, invece, trovare un accordo programmatico. Oggi, invece, il rischio, come paventa e minaccia il consigliere regionale ex alleanzino Angelo Polverino, è proprio quello di andare tutti a casa con qualche mese di anticipo.

Ciaramella non intende indietreggiare. Ha, infatti, dichiarato: “Da questo momento in poi o si fa come dico io o andiamo a casa tutti” per poi aggiungere in privato: “Tanto a casa nessuno vuole andare e troverò sempre chi voterà il bilancio”.

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