Villa Literno

Al Rione Ferrovia il Festival di Umberto Irace

 VILLA LITERNO. Cambiano i presentatori, cambiano i cantanti in gara, cambiano le scenografie,cambiano le amministrazioni comunali che patrocinano l’evento, ma lui non cambia mai: Umberto Irace, ideatore, animatore e cuore pulsante del Festival del Ferroviere, …

… manifestazione estiva giunta alla 24esima edizione, ormai un appuntamento irrinunciabile nell’estate liternese.
A Villa Literno, non è vera estate senza il festival degli Irace: il plurale è d’obbligo, visto che la direzione artistica è di Alfredo Irace, degno erede di Umberto, che dal padre ha preso la stessa passione per la musica e per lo spettacolo in generale.
Durante le quattro serate, da giovedì 7 a domenica 10 luglio, nel piazzale antistante la Stazione Ferroviaria di Villa Literno, sul palco si alterneranno quasi un centinaio di “artisti”. Umberto li chiama tutti così, ma nella sua definizione non c’è alcuna volontà illusoria: contrariamente a tanti altri appuntamenti estivi, infatti, il Festival del Ferroviere non vuole essere trampolino di lancio per carriere nella musica o nella recitazione. Per Umberto, chiunque salga su un palco merita il giusto appellativo di “artista”, giusta gratificazione morale per chi ha il sano entusiasmo di salire su un palco e mettersi in discussione, solo per divertirsi.
Impossibile citarli tutti. Basti pensare che sul manifesto dell’evento sono stati divisi in ben sette categorie: i giovani, gli emergenti, i sempreverdi, i cantautori, i comici, il “centro storico”, il firmamento. Musica e sketch comici si alterneranno per oltre tre ore, ogni sera. E come in ogni Festival che si rispetti, a fine serata, ci sarà il “big”: ospiti “straordinari”, come vengono definiti sul manifesto. Parliamo di Tommy Riccio, Franco Califano, Mina e Alberto Lupo, per concludere con la partecipazione straordinaria dei Cugini di Campagna, che (citiamo dal volantino pubblicitario) hanno scelto Villa Literno come “unica tappa stagionale in Campania”.
Ovviamente si tratta di una trovata goliardica di Umberto, in arte Fefè: gli ospiti straordinari altro non sono che imitatori. Ma non per questo la loro presenza vale di meno, anzi. Il divertimento sarà assicurato, per pubblico e artisti in scena. Da un quarto di secolo, il segreto del Festival è proprio questo.

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