Sant’Arpino

Contrasto alla disoccupazione, i socialisti plaudono Di Santo

Nunzio Della ValleSANT’ARPINO. Nunzio Della Valle, segretario del Partito Socialista di Sant’Arpino, unitamente agli esponenti Cinquegrana e Cicatiello, interviene nel dibattito politico locale.

“La crisi economica crea disagio e difficoltà oggettive di sopravivenza alle famiglie italiane e santarpinesi, la disoccupazione è una realtà ineluttabile in molte famiglie, ma dobbiamo dire, con la franchezza che ci è propria, che l’amministrazione Di Santo con il suo attivismo, almeno sino ad oggi, e mi auguro sia così anche nel futuro, ha messo in campo molte misure di contrasto al fenomeno dilagante della disoccupazione, e della continua erosione del tessuto economico sociale creando occasioni lavorative e non aumentando la pressione fiscale locale, questo ha dato ossigeno alle famiglie che devono stare attente anche ai propri esigui bilanci, badando anche ai centesimi.

In questo quadro, così difficile, appare utile se non indispensabile una riforma del nostro sistema tributario che garantisca equità al prelievo fiscale dei cittadini santarpinesi, l’esternalizzazione dei tributi è una strada che noi riteniamo giusta perché l’attuazione del federalismo fiscale, che nel breve periodo diverrà pienamente operativo, obbliga ad ottimizzare le entrate tributarie (imposte e tasse), attraverso una vigorosa attività di accertamento e recupero dei tributi che per varie ragioni risultano essere evasi. Fondamentale sarà l’attività di accertamento, capillare, non solo di tutti quei contribuenti che risultano non in regola nel versamento delle imposte e tasse comunali ma di quelli che a livello comunale risultano ancora sconosciuti pur avendo materiale imponibile.

La scelta della giunta Di Santo è giusta, e noi socialisti riteniamo che le tasse le debbano pagare tutti equamente per pagarle tutti di meno. Diciamo con estrema franchezza che lo strumento del referendum richiesto dal Pd, in questo caso, non ci trova concordi , perche’ la politica non può temporeggiare per due anni per poi invocare lo strumento referendario, altrimenti dovrebbe spiegare pubblicamente perché ha taciuto fino ad ora. Questo ai margini della discussione, senza tener conto della legittimità della richiesta e dei costi per organizzare la macchina referendaria, che ci risultano essere anche superiori ai sessantamila euro letti qualche settimana fa. Noi socialisti, per tutte queste motivazioni, invitiamo la giunta Di Santo ad andare avanti nell’interesse del popolo e delle classi meno abbienti che sono e restano la nostra unica stella polare”.

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