Santa Maria C. V. - San Tammaro

Tribunale, il Consiglio non trova l’accordo

Biagio Di MuroSANTA MARIA CV. Nella sala consiliare di Palazzo Lucarelli, si è tenuto un consiglio comunale che ha visto un aspro confronto tra maggioranza ed opposizione sul tema dell’edilizia giudiziaria.

A tal proposito, l’opposizione ha presentato una richiesta di revoca della delibera commissariale che, dopo il placet dell’Ufficio tecnico, aveva individuato quali sedi provvisorie per gli uffici del Giudice di Pace e del Tribunale di Sorveglianza, l’immobile della “Mario Fiore” e soprattutto i capannoni di via Galatina, in località Grattapulci. La richiesta non è passata (9 voti a favore, 12 contrari, 4 assenti) ma ha determinato un dibattito politico dai toni accesi, in cui la stessa maggioranza più volte non si è dimostrata compatta e preparata nel rispondere ai quesiti dei loro colleghi.

Durante la fase di dibattito aperto alle varie associazioni, nelle note allegate è trasparso l’appoggio da parte del presidente dell’Ordine degli avvocati del foro sammaritano Sticco, che ha indicato la necessità di mantenere il Tribunale operativo nella città e la posizione della Confesercenti provinciale che è estremamente negativa circa le ripercussioni economiche che il decentramento giudiziario porterebbe.

Di particolare rilievo, nel dibattito è stato l’intervento della dottoressa Motti, rappresentante dell’Associazione Nazionale Magistrati e presidente della sottosezione del foro sammaritano, che ha sottolineato la precarietà in cui gli operatori giudiziari lavorano, molte volte sotto la soglia di dignità, oltre lo smarrimento dei cittadini in quanto fruitori del servizio legale. In ultimo, l’intervento della rappresentante di “Risveglio Sammaritano” ha chiesto il mantenimento delle promesse fatte nel programma elettorale da parte della coalizione afferente al sindaco Biagio Di Muro, in particolar modo per quanto riguarda il mantenimento degli uffici giudiziari nel centro storico com’era nel progetto della costruzione della cittadella giudiziaria. Il cambio di rotta in tal senso, da parte della “triade” Di Muro-Stellato-Mattucci ha aperto un dibattito alquanto retorico tra consiglieri che nella precedente amministrazione facevano fronte unico ed ora si palleggiano responsabilità tra i banchi contrapposti. Lo stesso Martucci in qualità di presidente è dovuto intervenire piu’ volte per richiamare all’uso di tono più dimessi gli stessi colleghi.

Poi gli attacchi sulla fattibilità della delibera commissariale ritenuta da loro l’unica possibile.Su diversi temi vertono infatti le obiezioni portate in aula dal consigliere Simoncelli: in primo luogo la liceità del contratto di fitto degli immobili a Grattapulci che l’amministrazione deve sottoscrivere. Questa sarebbe minata dal sequestro giudiziario dell’atto di concessione per indagini su indagati a seguito del provvedimento del 11/06/2008 . Quindi, bisogna valutare la possibilità da parte del consiglio di operare una variante d’uso sui capannoni in via Galatina.

Dall’opposizione, inoltre, si contestano i costi e la durata di un’operazione economica di questo tipo. La somma da versare si aggirerebbe sui 10 milioni di euro per i 9 anni di vincolo contrattuale (si tratterebbe di un esborso di quasi 100mila euro mensili) su beni che non rimarranno di proprietà comunale. Anche se con un rimborso tra l’80 ed il 90% da parte del Ministero della Giustizia rimarrebbe il problema della sostenibilità finanziaria per le casse sammaritane, in quanto appare pacifico che il rimborso, se approvato, sarebbe conseguente allo stanziamento risorse. E’ stata richiesta dai banchi dell’opposizione una soluzione che, in alternativa al recupero di luoghi storici, preveda la costruzione ex-novo di un fabbricato il cui costo potrebbe essere ammortizzato negli anni al fine di non cronicizzare ulteriormente lo stato di precarietà.

Il consigliere Stellato ha, in merito, denunciato la mancanza di valide alternative al progetto del commissario Pizzi e dell’accorpamento degli uffici giudiziari nel centro storico, come a Palazzo Melzi o al Mulino Buffolano, su cui la commissione tecnica ha già espresso parere sfavorevole. Lo stesso avvocato ha invitato l’opposizione ad una risoluzione unanime sulla “questione tribunale” al fine di non pregiudicare l’attività giudiziaria andando ulteriormente ad attrarre comuni vicini che aspettano una sede giudiziaria e l’indotto che questa porta.

Le posizioni sono per ora molta distanti, ma la stessa maggioranza, di concerto con i tecnici comunali, deve cercare una soluzione in tempi brevi al fine di “prendere una decisione per la comunità”, come auspicato dalla dottoressa Motti.

di Giovanni Russo

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