Orta di Atella

Crisi in maggioranza, Piccirillo e De Micco: “Esperienza fallimentare”

Francesco PiccirilloMichele De MiccoORTA DI ATELLA. Dopo le dimissioni da capogruppo consiliare da parte di Francesco Piccirillo, primo degli eletti con ben 615 preferenze, un’altra tegola sull’amministrazione Brancaccio.

Rimette, infatti, le deleghe alla viabilità, traffico ed arredo urbano, l’ingegner Michele De Micco, giovane professionista che assieme al primo con un manifesto pubblico fuoriesce dalla maggioranza. Questo il loro commento: “Circa due anni orsono, convinti e sicuri di poter dare un forte contributo alla crescita culturale, economica e sociale della nostra amata cittadina, affascinati dal ‘leit motive’ che solo chi conosceva realmente i problemi del paese poteva risolverli, favorendo così condizioni di normalità e la crescita di una nuova classe dirigente, ci siamo buttati a capofitto in questa avventura. E, tutto sommato, visti i risultati in termini di consensi a dir poco lusinghieri, evidentemente si è stati capaci di trasmettere al corpo elettorale tali convincimenti.

A distanza di quindici mesi dalle elezioni, però, dobbiamo prendere atto, con sommo rammarico, che tale esperienza amministrativa può ritenersi completamente fallimentare, caratterizzata da totale immobilismo, mancanza di vera progettualità, assenza totale di lungimiranza politica, assoluta mancanza di impegno per risolvere anche semplici problemi di ordinaria amministrazione. Un’esperienza che oggettivamente rappresenta la fine di un ciclo e, purtroppo, quando i cicli volgono verso il viale del tramonto possono arrecare solo danni.

Abbiamo il dovere morale nei confronti dei nostri figli ed ancorché politico nei confronti dell’intera cittadinanza di prendere le distanze da chi sta cercando di operare l’atto finale di una stagione politico/amministrativa a dir poco buia. Non possiamo restare inermi di fronte a chi, evidentemente stanco, sicuramente inadeguato, è risultato incapace di cogliere l’occasione di riscatto offertagli dalla cittadinanza e dai tanti giovani e nuove leve che hanno dato forza ad un progetto politico eclissato per volontà del “leader maximo” già all’indomani della vittoria elettorale. Abbiamo assolutamente bisogno di nuovi modelli di comportamento: certamente di realtà, di testimonianze, di esempi, per essere credibili. Non possiamo e non dobbiamo farci risucchiare in un vortice di falsità ed ingiustizie, dove quotidianamente viene calpestata la dignità della persona.

Come diceva un eroe dei nostri tempi già vent’anni fa in un contesto simile: ‘Il nostro impegno profetico di denuncia non deve e non può venire meno’. ‘Per amore del mio popolo’ recitava il documento epistolare di don Peppino Diana. ‘Per amore della nostra terra’. E proprio per amore della nostra città facciamo un accorato appello a tutti gli uomini di buona volontà, a quanti credono in un processo diverso, a quanti sono convinti che esiste anche la normalità nei rapporti. Facciamo l’appello ad unirci con un unico intento: la salvaguardia del bene comune, convinti di compiere un atto di coraggio rappresentando il disagio latente nella cittadinanza ed evidenziato in più occasioni anche da parecchi addetti ai lavori.

Orta di Atella ha urgente bisogno chiarezza e di un coraggioso progetto politico ed amministrativo aderente alla nuova realtà. Bisogna partire da una seria analisi sotto il profilo culturale, politico ed economico coinvolgendo tutte le forze e le energie positive presenti sul territorio. Un territorio, il nostro, ricco di potenzialità troppo spesso bistrattato ed offuscato con un atteggiamento politico presuntuoso e pretestuoso, ma sempre fine a se stesso. Anche sotto il profilo urbanistico non c’è più tempo per continuare ad illudere la cittadinanza con convegni inutili e privi di contenuti seri, fatti di slogan elettorali ma che non evidenziano alcuna proposta concreta. Le soluzioni vanno concertate e, soprattutto, sostenute.

Questa maggioranza ormai non ha più né la forza né la caratura per sostenere e rappresentare alcunché. Ecco perché è giunta l’ora di fare una scelta netta e, prendendo spunto dalla fiaba danese ‘I vestiti nuovi dell’Imperatore’, di avere il coraggio di squarciare una cappa di sudditanza per gridare la semplice e pura verità: il Re è nudo!”.

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