Italia

No Tav, rubata pistola ai carabinieri

 TORINO.Un carabiniere circondato e picchiato dai black block, la sua pistola trafugata, trattenuta ma poi restituita dagli stessi dimostranti alle forze dell’ordine: è stato questo il momento più drammatico degli scontri di domenica in Valle di Susa durante la manifestazione No Tav.

È accaduto all’altezza della frazione Ramats, vicino all’area archeologica, dove gli attacchi degli antagonisti hanno raggiunto il culmine della violenza. La vicenda era già circolata nelle stesse ore fra gli esponenti No Tav stanziati nella zona della “baita”, vicino ai viadotti dell’autostrada del Frejus, ma nell’immediatezza non era stato possibile orientarsi tra le voci che si accavallavano. In seguito sono state raccolte le conferme che hanno consentito di ricostruire nei contorni essenziali l’episodio, che oggi, tra l’altro, è stato anche raccontato da un bisettimanale della Valle di Susa.

Alcuni, fra i dimostranti dell’ala estremista, aveva pensato che la pistola “sotto sequestro” potesse essere utilizzata per ottenere una sorta di contropartita: c’era chi credeva che si potesse far liberare uno o più arrestati. Le forze dell’ordine, però, sono state irremovibili, e la quasi totalità del movimento – compresi gli esponenti dei centri sociali – si è pronunciata per la restituzione dell’arma, considerata un oggetto particolarmente scomodo e pericoloso da custodire in una situazione del genere. Nella discussione sono stati coinvolti anche gli avvocati del “legal team”, i quali, comunque, non rilasciano dichiarazioni, conferme o commenti di alcun tipo. Secondo le indiscrezioni che circolavano domenica, in cambio della pistola era stato ottenuto il ritorno in libertà dell’attivista bolognese (peraltro mai arrestato, ma solo denunciato) che, dopo essere stato fermato, in quelle ore si trovava in cura nel presidio medico allestito dalle forze dell’ordine all’interno dell’area del cantiere. Dettaglio che si è poi rivelato privo di fondamento.

L’ Ugl della Polizia di Stato questa mattina ha consegnato al Ministro dell’Interno, al Prefetto e al Questore di Torino una lettera di richiesta per ottenere “il divieto di effettuare manifestazioni in valle di Susa in corrispondenza del Cantiere interessato ai lavori Tav”. Lo rende noto il vice segretario nazionale, Luca Pantanella. “Pur esprimendo la nostra preoccupazione per quanto sia da ritenere impopolare, la nostra richiesta – spiega il vice segretario – è supportata dalla reiterata incapacità degli organizzatori di controllare le frange estreme che nulla hanno a che vedere con i manifestanti della Val di Susa, ma che incitati all’odio e allo scontro da alcuni leader del momento sfruttano le manifestazioni al solo scopo di sovvertire l’ordine costituito e attaccare l’uomo in divisa ossia colui che in quel momento rappresenta lo Stato”. Secondo l’Ugl Polizia di Stato “non è possibile affrontare ulteriormente questi individui con i normali mezzi e strumenti normativi”.

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