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Melania, esami sul profilo Facebook di Parolisi

Salvatore Parolisi e Melania ReaASCOLI.Arrivano in California le indagini sulla morte di Melania Rea, la mamma di 29 anni di Somma Vesuviana uccisa e trovata morta nel bosco di Ripe di Civitella, nel teramano, il 20 aprile scorso.

Grazie a una rogatoria internazionale, ottenuta dalla Procura di Ascoli Piceno, gli investigatori potranno consultare gli archivi telematici di Facebook in California e analizzare il contenuto di eventuali messaggi cancellati dal profilo del marito Salvatore Parolisi, unico indagato per l’omicidio della moglie.

Intanto, proseguono le analisi dei carabinieri del Ris sui reperti trovati nel corso delle indagini: gli accertamenti sull’auto del caporal maggiore dell’esercito dovrebbero essere eseguiti domani.

Il caporalmaggiore dell’esercito indagato per l’omicidio volontario della moglie Melania Rea, è tornato ad Ascoli per riprendere il lavoro nella caserma “Clementi” dove ha svolto finora il ruolo di addestratore delle reclute. Il rientro era slittato di una settimana, dopo un lungo periodo di licenza. Non si sa ancora se Parolisi riprenderà lo stesso incarico, o se sarà destinato ad altri servizi. Per il momento comunque, secondo uno dei suoi due legali, l’avvocato Valter Biscotti, dovrebbe restare ad Ascoli. Il caporalmaggiore, prima della tragedia, aveva chiesto il trasferimento a Sabaudia.

Si stringono i tempi dell’inchiesta sull’omicidio di Carmela Melania Rea. A breve, infatti, tutti gli accertamenti fin qui condotti dovrebbero tradursi in carte e approdare sulle scrivanie della Procura di Ascoli. In particolare, l’esame sulle celle agganciate quel giorno dai cellulari di Salvatore Parolisi e la stessa vittima, per collocare la coppia nei luoghi della tragedia: Colle San Marco, ad Ascoli, da dove, secondo Parolisi, la moglie si allontanò senza far ritorno – ma dove nessuno l’ha vista – e la pineta del Teramano dove con quasi assoluta certezza è stata uccisa.

Sabato l’inatteso blitz a Frattamaggiore (Napoli), in casa dei genitori di Salvatore, dove i carabinieri di Ascoli in trasferta in Campania hanno sequestrato una valigia; in casa dei suoceri, invece, a Somma Vesuviana, è stato prelevato il trolley intravisto da un amico di Parolisi, l’agente di polizia penitenziaria Raffaele Paciolla, nel bagagliaio dell’auto – ora sotto sequestro – dell’uomo, il giorno in cui scomparve Melania. Dai rilievi sull’auto potrebbero emergere nuovi particolari utili alle indagini, compresi quelli sul navigatore satellitare, nel caso siano stati memorizzati i percorsi fatti da Salvatore in quei giorni.

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