Gricignano

LiberaG: “Gli ex amministratori hanno paura della sentenza”

 GRICIGNANO. Lo scorso 8 giugno si è tenuta, al Tar del Lazio, l’udienza pubblica di discussione del ricorso volto ad ottenere l’annullamento del provvedimento di scioglimento, per infiltrazioni camorristiche, del Consiglio Comunale di Gricignano.

Si attende, dunque, la pubblicazione della sentenza che deciderà della legittimità o meno del provvedimento. L’esito della controversia si sarebbe potuto conoscere entro 7 giorni dalla data di udienza, quindi entro la metà dello scorso giugno, se una delle parti avesse chiesto la pubblicazione anticipata del dispositivo, ovvero della decisione dei giudici senza le motivazioni, che sarebbero giunte successivamente. Ed infatti, ai sensi dell’articolo 119, comma 5, del Decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 1045, “quando almeno una delle parti, nell’udienza discussione, dichiara di avere interesse alla pubblicazione anticipata del dispositivo rispetto alla sentenza, il dispositivo è pubblicato mediante deposito in segreteria, non oltre sette giorni dalla decisione della causa”. Si dovrà, perciò, attendere la pubblicazione della sentenza che, verosimilmente, dovrebbe arrivare entro il prossimo mese di settembre, se non oltre.

A questo punto, il circolo politico-sociale “Libera Gricignano” pone un quesito: “Perché nessuna delle parti ha chiesto la pubblicazione anticipata del dispositivo?”. E prova a darsi anche una risposta: “Da parte degli ex amministratori, a prescindere da quale sarà l’esito, positivo o negativo, del giudizio, molto probabilmente c’è l’interesse a ritardare quanto più possibile ogni discussione politica in vista delle amministrative del 2012. In sintesi, si vorrebbe arrivare, come da ‘prassi’ consolidata, a chiudere accordi e alleanze qualche settimana prima della presentazione delle liste. Sì, perché i programmi per Gricignano non contano. L’importante, per gli ex amministratori, è sommare i voti dei potenziali candidati e costituire una o più liste per ritornare al potere. E poi, non dimentichiamolo, anche volendo non sarebbero nemmeno in grado di porre in essere discussioni politiche, finalizzate ad affrontare i problemi della collettività. Quindi, non bisogna pretendere troppo!”.

Il provvedimento di scioglimento fu dal Consiglio dei Ministri il 31 luglio 2010, su proposta del ministro dell’Interno Roberto Maroni, e firmato il successivo 2 agosto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Da allora, la reggenza del Comune è affidata ad una commissione straordinaria (attualmente composta dai viceprefetti Ilaria Tortelli e Franca Triestino e dal dirigente Goliardo Miniati) che nel ricorso al Tar è rappresentata dagli avvocati Francesco Casertano e Felice Laudadio.

Iricorrenti, oltre all’ex sindaco Andrea Lettieri, sono l’ex presidente del Consiglio Giovanni Di Foggia, gli ex assessori Giacomo Di Ronza, Francescantonio Russo, Antonio Guida, Francesco Di Luise e Giuseppe Buonanno, gli ex consiglieri Carmine Froncillo, Luigi Autiero, Giuseppe Iuliano e Nicola Lucariello, difesi dagli avvocati Giuseppe Abbamonte e Luigi Maria D’Angiolella.

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