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Castel Morrone, villa comunale e acqua: Aniello Riello incalza l’amministrazione

Aniello Riello CASTEL MORRONE. Le interrogazioni presentate dal consigliere di minoranza Aniello Riello hanno aperto la discussione tenutasi in consiglio comunale lo scorso 5 luglio.

Due di queste interrogazioni riguardavano, rispettivamente, la fruibilità del campo di pallavolo nella villa “Ganci Pignatelli” e i dubbi circa la qualità dell’acqua che sgorga dai rubinetti dei morronesi. Il consigliere dell’Unione Civica, nonché esponente del Pd, si è detto favorevole a tornei e ad altri momenti di aggregazione organizzata incentrati sull’utilizzo del campo di volley, così come è capitato recentemente per un torneo che ha visto circa 70 iscritti. Ha bollato, però, come un “arbitrio inopportuno” il fatto che questo spazio ludico resti normalmente chiuso e indisponibile agli ordinari frequentatori, soprattutto giovani e giovanissimi, della villa comunale. “Con questa logica, allora, si deve mettere il lucchetto anche alle altalene. Non è possibile che per usufruire di uno spazio pubblico si debba chiedere il permesso preventivo a qualcuno”, ha lamentato il consigliere Riello. Il timore espresso dal sindaco per eventuali atti di vandalismo che possano danneggiare la struttura, secondo il consigliere Riello, non giustificano una vera e propria sottrazione di una risorsa ludica alle centinaia di persone che quotidianamente frequentano la villa comunale.

Per quanto riguarda l’interrogazione relativa alla qualità dell’acqua, ha risposto il consigliere con delega all’acquedotto, Antonio Damiano. Il consigliere ha specificato che, dopo i problemi avuti nei mesi precedenti, i morronesi possono nuovamente usufruire dell’acqua proveniente dalle fonti del Torano che riforniscono l’acquedotto campano. Il consigliere Riello si è detto soddisfatto di questa notizia ed ha invitato, però, l’amministrazione a rassicurare ancor di più la popolazione che da mesi è costretta a comprare l’acqua poiché non sempre quella del rubinetto è di buona qualità. Infatti, sono state ritrovate nei mesi passati delle concentrazioni anomale di ferro che hanno costretto per un certo periodo a vietare in una frazione del paese ogni utilizzo dell’acqua per uso umano; non di rado, inoltre, era riscontrabile ad occhio nudo una non limpidezza e la formazione di residui solidi. Insomma, una maggiore chiarezza su tale argomento rassicurerebbe i cittadini, evitandogli un’ulteriore spesa.

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