Aversa

Sagliocco e gli ex finiani approdano nel Nuovo Psi?

Giuseppe SaglioccoAVERSA. Quattro personaggi in cerca d’autore. Parafrasando il mai dimenticato Pirandello, ad Aversa abbiamo l’ex consigliere regionale Giuseppe Sagliocco e i suoi tre seguaci …

Francesca Marrandino, Rosario Capasso e Nicola Verde (tutti consiglieri comunali con il terzo che è anche presidente dell’assise cittadina) in cerca di uno schieramento dove approdare dopo essere usciti dal movimento finiano di Futuro e Libertà per l’Italia.

Capasso e soci dichiarano “di rimanere all’opposizione in attesa e di essere pronti a votare eventuali delibere che riguardano il bene della città”, mentre il loro “spirito guida”, dopo aver rotto con il “ras finiano”, il frignanese Italo Bocchino, è in cerca di un partito dove accasarsi (ne ha cambiati diversi dalla Dc, ai Popolari a Forza Italia, al Pdl a Fli) e fa l’occhiolino al “governatore” Caldoro per trovare posto nel Nuovo Psi. Insomma, un ritorno alla casa madre pidiellina anche se saranno ospitati nella “foresteria”, ossia il Nuovo Psi, succursale berlusconiana.

Rimane, quindi, solo in consiglio comunale il responsabile nazionale dei giovani finiani Gianmario Mariniello che ha perso anche buona parte dei giovani campani con la fuoriuscita da Fli del responsabile campano Corrado Ferlaino, che ha accusato il movimento e Mariniello e il suo sodale Dino Carratù, in un’intervista, di verticismo e “aversacentrismo” dei giovani finiani.

Insomma, un venerdì nero (colore che ideologicamente gli si addice) per l’astro nascente della destra aversana. Rissa continua anche nel Popolo della Libertà dove, come ampiamente preannunziato da queste colonne, Carlo Amoroso, consigliere comunale considerato (a questo punto non più) molto vicino al sindaco Mimmo Ciaramella e al senatore Pasquale Giuliano, ha letteralmente sbattuto la porta andando via dal consiglio comunale quasi cacciato dal primo cittadino. Amoroso, però, lo meritava anche perché ha sparato a zero, in assise, contro il proprio partito e l’assessore Luciano Luciano (del quale anelava la poltrona) per la gestione del servizio di igiene urbana. Tutte cose che, in verità, aveva dichiarato già più volte sui giornali, ma dette in consiglio comunale l’effetto è stato dirompente. C’è chi, a microfoni spenti, come si suol dire, fa notare al cronista che Amoroso dal partito ha avuto sin troppo: dapprima il distacco presso la Regione Campania, poi l’assessorato per il suo amico Alfonso Oliva, poi il distacco alla Provincia, quando non è stato più possibile procrastinare quello alla Regione. Insomma, della serie “statti quieto”. Ma, come si sa, l’uomo è per sua natura incontentabile. Intanto, il Popolo della Libertà aversano, per parafrasare questa volta il ministro Tremonti, sembra essersi trasformato nel Titanic.

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