Aversa

Rifiuti, Vedova: “Cosa c’entra lo Stir con i disservizi”

Gabriele VedovaAVERSA. “Se i cittadini aversani chiedessero di poter leggere il contratto di affidamento del servizio raccolta rifiuti alla ditta Senesi Spa, …

… potrebbero rendersi conto di quanto questi signori intaschino dei nostri soldi senza riuscire a fornire neanche i bidoni necessari alla differenziata. La ditta Senesi Spa dovrebbe astenersi da improbabili autodifese, che sono una vera e propria offesa all’intelligenza dei cittadini, e cercare invece di assicurare un servizio efficiente. In fondo è per questo che gli aversani pagano profumatamente. Chi dovrebbe dir qualcosa è invece l’assessore al ramo, al quale abbiamo più volte e inutilmente chiesto conto nel merito. Non ci aspettiamo più risposte da lui. Ci basterebbe sapere che l’assessore avesse almeno la consapevolezza di una questione. Non vigilare sulla corretta applicazione di un contratto di fornitura servizi, soprattutto perché i soldi sono pubblici, è cosa grave, che va ben oltre la pur enorme responsabilità politica”.

Così Gabriele Vedova, esponente aversano e membro della direzione nazionale del partito Sel del governatore Vendola, che, in merito a quanto affermato dai responsabili della Senesi, continua: “Non si capisce cosa c’entrino le difficoltà di scarico presso gli Stir con gli oggettivi disservizi che sono tutti da addebitare a chi gestisce il servizio in città. Ad oggi, a quasi due mesi dall’avvio della differenziata, la ditta senesi non ha ancora provveduto neanche a fornire i bidoni necessari a differenziare i rifiuti, visto che solo quelli dell’organico sono stati posizionati. Tutto il resto continua a dover essere lasciato per terra. Sul sito web dell’impresa si danno per attive due isole ecologiche, delle quali una, quella di via Perugia, continua a funzionare senza alcuna autorizzazione ad hoc, e l’altra, quella in zona Cappuccini, è ancora incredibilmente chiusa. Di come reperire i sacchetti per la differenziata nessuna certezza. Peraltro, in alcune zone della città dove è stato propagandato l’avvio della seconda fase della differenziata, sono stati riposizionati nuovamente i vecchi bidoni verdi per l’indifferenziato”. “Tutto, insomma, – conclude Vedova – si svolge nell’anarchia più totale, fra le proteste ormai generalizzate dei cittadini, costretti anche a subire accuse di inciviltà che andrebbero tutte rispedite ai mittenti, evidentemente incapaci di svolgere appieno il proprio ruolo”.

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