Aversa

Pdl: aumentano i dissidenti, che chiedono incontro con i vertici regionali

Antonio De MicheleAVERSA. Sono divenuti cinque (il capogruppo Antonio De Michele, Michele Galluccio, Nicola Andreozzi, Carlo Amoroso e Emilio Scalzone) i consiglieri comunali del Popolo della Libertà a dissentire dalle scelte che il partito a livello cittadino sta compiendo.

In pratica, la maggioranza del gruppo consiliare pidiellino ha forti perplessità sull’attuale gestione e si rivolge ai coordinatori regionali (Nicola Cosentino e Mario Landolfi) e provinciali (Pasquale Giuliano e Gennaro Coronella) per chiedere “un incontro immediato sull’attuale situazione aversana, auspicando un vostro autorevole intervento al fine di evitare una spaccatura insanabile ed irreparabile all’interno del partito e di fronteggiare il malcontento che serpeggia diffuso tra i nostri militanti ed iscritti”. Parole dure e conclusive di una missiva a firma dei cinque consiglieri comunali nella quale si intende richiamare “la vostra autorevole attenzione sulla situazione politica aversana alla luce di episodi incresciosi che rischiano di compromettere la stabilità del partito ad Aversa”.

Da qui segue un’accusa pesante, quando, senza mezzi termini, si afferma che: “Da qualche giorno si tengono “riunioni” solo di alcuni consiglieri comunali organizzate dal sindaco Domenico Ciaramella. I presenti alla riunione, compreso i sottoscritti, hanno riferito che la strategia che si voleva imporre ai consiglieri era quella di colpire coloro i quali sono considerati avversari politici, nonostante appartenenti allo stesso partito, attraverso la vecchia pratica della delegittimazione di potere”.

La missiva fa, poi, riferimento ad aggressioni accompagnate da azioni di screditamento (riferimento allo scippo delle deleghe all’assessore Gino Della Valle?) e continua: “I registi di tale strategia, nonostante l’avversione di parte dei consiglieri presenti, hanno tentato di attuarla con comportamenti aggressivi; l’aggressione si è concretizzata nei giorni seguenti con evidenti azioni di screditamento nei confronti di uno dei predestinati, i quali, per amore di appartenenza al Pdl, si sono chiusi in un religioso silenzio. Di rimando, l’inaspettata risposta è stata esclusivamente un comportamento omissivo del partito nel più volte rinviato e poi mancato chiarimento nelle sedi opportune”.

Per i sottoscrittori del documento questo fuggire dal dare spiegazioni da parte di sindaco e coordinatore cittadino è “grave ed irresponsabile in quanto si è creato un ulteriore e pericolosa fibrillazione di fine mandato, rischiando di compromettere definitivamente l’auspicata compattezza che, invece, va perseguita, soprattutto in vista dei futuri appuntamenti elettorali”.

Alla fine una correlazione con la politica nazionale quando De Michele e compagni scrivono: “La formazione di un partito del centro destra che sia ed appaia serio e costruttivo sul piano nazionale così come sul piano locale si basa su una visione comune di intenti e progetti politici amministrativi e istituzionali, fondamenta del partito del Popolo della Libertà…sembrava questo il fulcro del discorso dell’onorevole Angelino Alfano. Vuol forse il Pdl ad Aversa disattendere le linee guida dettate dal segretario nazionale? Vuol continuare il Pdl aversano a trovare la sua ragion d’essere con la formazione di gruppi e sottogruppi o della logica percentualistica del 79 e 30 per cento?”.

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