Aversa

Opg, Santulli al lavoro per trasferimento internati

Paolo SantulliAVERSA. Entro la fine dell’anno in corso, se non tutti i 250, una buona parte degli internati nell’ospedale psichiatrico giudiziario “Filippo Saporito” di Aversa potrebbe essere ricollocata in strutture più idonee a curarli …

… con la prospettiva che già una prima parte del complesso immobiliare del carcere-nosocomio possa ritornare nel patrimonio comunale. Un obiettivo al quale starebbe lavorando, grazie alla delega ricevuta dal sindaco Mimmo Ciaramella, il capogruppo consiliare del Gruppo Unico delle Autonomie Paolo Santulli. L’ex parlamentare, che nei giorni scorsi ha avuto anche la possibilità di visitare la struttura in occasione della ricorrenza di San Basilide, patrono degli agenti di polizia penitenziaria, proprio grazie al suo passato da onorevole, avrebbe già preso contatti con alcuni esponenti delle commissioni affari sociali, sanità e giustizia di camera e senato nel tentativo di ottenere in tempi relativamente brevi per questo tipo di procedure, il ritorno alla città di un vasto giardino e dell’ex caserma della cavalleria, oltre ad un alto corpo di fabbrica.

In pratica, si andrebbe ad attuare quanto riportato in tutti i programmi elettorali degli ultimi venti anni, dalle elezioni del 1992 ad oggi con i sindaci Lello Ferrara, Gennaro Golia e Ciaramella. Così facendo, sarebbe possibile anche realizzare un altrettanto vecchio progetto: abbattere le mura esterne dell’intero lato destro rendendo fruibile l’ampio giardino (che potrebbe diventare, anche grazie ad un ponte pedonale, il naturale prolungamento del Parco Pozzi), una volta utilizzato per le coltivazioni praticate dagli stessi internati, e ricollegare la città con un prolungamento viario (già esistente internamente) che consenta di collegare via Saporito a piazza Domenico Cirillo, penetrando direttamente nel cuore del centro storico cittadino.

Discorso diverso per i due immobili per i quali bisognerà decidere a cosa adibirli, non dimenticando la possibilità di allestire un museo della psichiatria, utilizzando anche gli archivi della “Maddalena”, oltre ad un vero e proprio centro di studi del settore. La possibilità che la dismissione del “Saporito” è aumentata anche grazie all’allarme lanciato dall’opinione pubblica a seguito delle ultime morti di internati.

In merito riportiamo la dichiarazione di Ignazio Marino, presidente della Commissione d’inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, dopo la morte di un internato all’Opg di Aversa, la settima dall’inizio del 2011, avvenuta l’altro giorno: “Nulla ricorda un ospedale. In un ospedale non si chiama il 118, si hanno i mezzi per intervenire subito se un paziente sta male. Quest’ultimo decesso sottolinea dolorosamente ancora una volta l’inadeguatezza dei cosiddetti Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Una carenza che è ancora più grave considerando che in queste strutture vengono trattati e somministrati psicofarmaci”. “Sono strutture – ha concluso – dove la qualità delle cure è assente, il degrado è aberrante. Dobbiamo arrivare davvero a una riforma del sistema che superi gli Opg, trasformandoli in luoghi di cura. C’è la determinazione trasversale di tutti i partiti presenti in Commissione, senza toccare la legge Basaglia. La psichiatria giudiziaria si è rivelata un territorio senza certezze e dignità di cure per questi malati, spesso vittime di contenzione e violenza”.

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